… c’è di mezzo il mare

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Ho iniziato questa frase qui è questo mare si è rivelato decisamente vasto: ben due anni, abbondanti! Ho riletto il post con un misto di gioia e perplessità. Molta perplessità, perchè non mi riconosco più in quel caos e in quella frenesia, che non amavo nemmeno all’epoca, ma anche molta gioia e serenità nel constatare che di strada ne ho fatta molta. Spesso ci soffermiamo su quei minimi passi che facciamo ogni giorno, e sono talmente minimi da lasciarci costantemente insoddisfatte, ma questa volta ho analizzato il lungo periodo e almeno per oggi mi dico brava!

Ci vogliono delle soddisfazioni ogni tanto, danno una belle sferzata di ottimismo e una grande dose di ricarica per continuare una strada, magari non sempre semplice, ma che sapiamo essere le più giusta.

Così oggi ritorno alle mie amate liste. Ci vuole decisamente un piano per il make over che ho deciso di fare alla casa in queste pulizie autunnali dopo un’estate che non è mai veramente arrivata. Pensa, pensa, pensa…

Ed è arrivato pure un nuovo progetto.

Emozioni passate

(Ripubblico un post vecchio di due anni che ho dovuto eliminare per problemi di spam… è un bel ricordo e lo faccio volentieri!)

Sento un sonaglino suonare come fosse un campanello e la tata che dice alla bambolina che è ora di andare a casa. Sento cantare nuove bellissime canzoni. Sento racconti diversi, ho fatto il pane piccolo piccolo, ho dato la merenda allo scoiattolo, ho mangiato le mandorle. Percepisco una bambina serena, vivo una bambina che alle sette e mezza di sera chiede di andare a letto e alle sette del mattino si alza felice senza dover essere richiamata più volte.

E’ iniziata la scuola è la nostra avventura non poteva cominciare in un modo migliore. L’inserimento della tata è durato solo tre giorni, mentre i bambini piangevano per entrare lei era arrabbiata perchè doveva uscire prima. Il primo giorno è rimasta più di un’ora, poi fino alle undici, undici e mezza ed oggi la cuoca ha preparato il pranzo anche per lei. Mamma, io ho mangiato con i bambini. Molta soddisfatta e molto stanca.

L’autunno appena arrivato ci ritrova entusiasti, carichi di energia e di aspettative positive. Anche per la mamma che ha già cominciato a darsi da fare a scuola con un bel lavoro manuale che vi presenterò nei prossimi giorni. Buon autunno a tutti!

A grande richiesta

… magari non proprio così grande… comunque sono ritornata qui nella mia oasi personale, il mio bel prato, stanca per un anno difficile ma pronta a ricominciare bene e a riprendere in mano tutti i progetti incompiuti. E l’inizio della scuola, questa volta per entrambe (e sì è cresciuta anche la bambolina!) è un buon movente per darsi da fare. Domani riunione all’asilo e poi via… tante cose girano per la testa bisogna tirarle fuori rendendole concrete. Buon ritorno a scuola a tutti.

Avvento

Sono un po’ le solite frasi, ma anche questa volta siamo arrivati alla fine dell’anno senza nemmeno accorgercene. Ma oltre al freddo e ai panettoni è arrivato per noi il momento della riflessione, dell’introspezione durante l’attesa. Come avevo spiegato lo scorso anno, mi piace far vivere alla mia famiglia queste poche settimane che ci separano dal Natale in modo sobrio, perché la vera Festa deve ancora arrivare. Certo, con i bambini non ci si mette attorno ad un tavolo a riflettere sul significato che questo momento possa avere per noi, ma si può comunque decidere di far vivere loro il tempo dell’attesa, un tempo più buio che ci farà apprezzare maggiormente la Luce che scenderà a Natale.

Non abbiamo ancora la casa piena di addobbi ma al centro del nostro salotto troneggia una bellissima Corona dell’Avvento. L’abbiamo fatta tutti assieme lo scorso fine settimana e per noi segna l’inizia dell’attesa. Ho optato per una corona semplicissima quest’anno, niente fiocchi o decorazioni, solo i rami di un profumatissimo pino argentato e delle candele rosse. Da domenica, tutte le sere fino alla Vigilia, ci ritroviamo attorno alla nostra Corona, accendiamo settimana dopo settimana le quattro candele e leggiamo un racconto tratto dallo splendido libro La luce della lanterna di Georg Dreissig, consigliatomi dalla nostra maestra. Si tratta di una raccolta di brevi racconti, una sorta di Calendario d’Avvento raccontato. Data l’età della mie bambine proporrò però sempre lo stesso brano per tutte le sere. Poi a letto.

Al mattino le bimbe si alzano piene di entusiasmo e di eccitazione e si dirigono subito verso il Regno, il tavolo delle stagioni, che in questo periodo dell’anno diventa un presepe. Ed anche qui l’attesa la fa da padrona. Niente presepe bello e pronto ma ogni giorno vediamo comparire sul telo blu che lo ricopre qualcosa di nuovo. E in questa prima settimana solo elementi del mondo minerale. Alcuni semplici sassi, un cristallo, una bella ametista viola, un sentiero che presto qualche personaggio percorrerà. E sopra a tutto l’angelo, quello blu, quello del silenzio che cerchiamo di fare nostro in queste buie giornate.

#raccontidicasa #PerfectCare

Un po’ in anticipo sul Natale abbiamo ricevuto un graditissimo pacco con un contenuto decisamente sorprendente ed innovativo. Si tratta del ferro da stiro che tutte noi abbiamo sempre desiderato, quello che non ti fa perdere tempo, o peggio bruciare e rovinare i capi più delicati. Philips PerfectCare Expert è il nome del nostro nuovo amico. Dico nostro perchè ha entusiasmato sia la moglie che il marito.
La caratteristica principale di questo ferro da stiro è la tecnologia OptimalTEMP di Philips: permette di stirare diversi tipi di tessuti senza mai dover regolare la temperatura. Anzi, la rotella per la temperatura non c’è proprio. Fa tutto lui. Puoi stirare consecutivamente un lenzuolo, una camicetta di seta, un maglione di lana e una maglietta di cotone senza doverti preoccupare di rovinarli o bruciarli. Personalmente lo trovo decisamente innovativo e trovo soprattutto utile non dover aspettare sempre la temperatura giusta o dover dividere i capi in diverse sessioni di stiratura.
Oltre a questa sua principale caratteristica ne offre delle altre che ti facilitano la vita: l’acqua nella caldaia si scalda in tempi molto brevi ed è possibile scegliere tra una stiratura classica ed una ECO (che oggi giorno ci piace molto), il serbatoio tiene ben un litro e mezzo di acqua e può essere riempito tranquillamente con quella del rubinetto (salvo in particolari zone molto calcaree in cui si consiglia di mescolare con acqua distillata), il ferro è molto maneggevole ed è dotato di due tasti per l’uscita del vapore, ha un filtro per l’accumulo del calcare e una spia apposita ti avverte quando è saturo. In più, cosa che non guasta di certo, ha un design molto accattivante ed un colore piacevolissimo.


La nostra esperienza nell’utilizzarlo è stata estremamente positiva. Il ferro si muove bene su tutti i tessuti, è maneggevole ed il risultato finale è ottimo con poca fatica. In più ho notato che consuma pochissima acqua. L’uomo di casa ha apprezzato soprattutto la tecnologia OptimalTEMP perché proprio la difficoltà a destreggiarsi tra temperature e tessuti gli rendeva odiosa la stiratura e si è stirato con facilità un paio di camice.

Aspetti negativi. Dal punto di vista tecnico devo ammettere che non ne ha. Per l’usabilità forse ho trovato la caldaia un po’ grandina per i miei spazi di “stiraggio” e ho rimediato mettendo il ferro su uno sgabello. L’unico neo forse è dato dal prezzo un pochino elevato anche se effettivamente considerati i risultati i soldini spesi li vale tutti.

Chiudo con un’ultima importantissima chicca. Se dimentichiamo il ferro acceso sulla tavola da stiro in posizione orizzontale niente paura, dopo alcuni minuti di inutilizzo si spegnerà facendovi risparmiare energia e vi eviterà di chiamare i Vigili del fuoco.
Trovo quindi che il ferro da stiro PerfectCare di Philips sia un’ottimo alleato per chi vuole risparmiare tempo e fatica per un’operazione che non piace quasi a nessuno.

Spesa, spesa, odiatissima spesa

Questo è quello che penso ogni volta che faccio la fila alle casse, quando vedo lo scontrino, quando metto le borse nel portabagagli. E poi girare per i corridoi del supermercato e appurare che con un po’ di tempo potrei fare io la maggior parte di quei prodotti già belli e confezionati. O ancora meglio arrivare a pensare che tutti quei prodotti non mi servono proprio. Così ho deciso di imbarcarmi in un progetto di snellimento della lista della spesa. Vorrei creare la lista perfetta per la mia famiglia. Quella che mi permette di acquistare solo ciò di cui abbiamo realmente bisogno per vivere bene e mangiare in modo sano, senza privarci della qualità (quella vera) ed evitando sprechi di generi alimentari e di conseguenza di soldi. Ho provato a farmi un menù settimanale ma non ha mai funzionato per me, evidentemente i tempi non erano maturi. Così ho deciso di fare il contrario: segnare per una settimana tutto quello che viene consumato a casa, quantità e genere alimentare per poi vedere al termine dei sette giorni come realmente stanno le cose. Vedremo… e intanto tenetevi pronte perché a breve arriverà un proposta dedicata a tutte voi.

Mini decluttering

Come promesso qui oggi continuo a parlarvi della nostra operazione di svuotamento casa. Non sempre si hanno ha disposizione intere giornate o addirittura fine settimana per realizzare i nostri progetti. O magari semplicemente non amiamo l’idea di passare il nostro tempo libero a fare le pulizie. O ancora dopo aver fatto grandi manovre in casa rimangono sempre quelle faccende piccole e fastidiose che se sistemate ci possono facilitare di molto la vita. Così quando ho un attimino di tempo libero oppure programmato prendo in mano un piccolo progetto che richieda solo alcuni minuti e dia la soddisfazione di essere portato a termine senza rimandare. Apro un cassetto e voilà un microcosmo a cui ridare dignità!
I punti da risistemare sono molti anche nelle case più ordinate e potete sbizzarrirvi a trovarne in ogni stanza. Io per darvene un’idea ho fatto un piccolo elenco che può essere utile magari per iniziare… e poi non riuscirete più a smettere.

Cucina:

  • Scatola/cestino delle tisane e dei tè: molte di noi amano una tazza calda e un momento di relax e siamo sempre tentate davanti a qualche nuovo infuso col rischio di accumularne troppi e lasciarli scadere. Una bella verifica e una pulita al contenitore serviranno proprio.
  • Il frigorifero. Ahimè il peggiore degli sprechi è quello che riguarda il cibo ma anche alle persone più attente può capitare che qualche vasetto o formaggio finisca nascosto in fondo al frigo e peggio un ortaggio ammuffito. Svuotare, pulire con l’aceto e riposizionare tutto dentro magari usando qualche cestino per suddividere i vari cibi (ortaggi, latticini….).
  • Quel cassetto in cui finisce tutto ciò che non ha una casa propria. Il mio sta sotto a quello delle posate e ci ritrovo attrezzi da cucina che non uso spesso, elastici, mollette, fiammiferi, candeline di compleanno. Anche qui svuotare, pulire, gettare ciò che è rotto e riporre tutto in modo ordinato. Io per aiutarmi ho utilizzato un contenitore a scomparti per posate e in ogni vaschetta ho messo qualcosa.

Bagno:

  • I nostri cosmetici. Quelli che non abbiamo resitstito a prendere, quel colore splendido di rossetto che prima o poi ci sarà l’occasione di mettere… ma anche i prodotti di bellezza hanno una scadenza e non rispettarla potrebbe crearci fastidiosi problemi dermatologici. Una verifica veloce e poi tutto in una trusse.
  • Asciugamani. Lavatrici e docce col tempo li usurano, perdono morbidezza, perdono consistenza e si consumano. Meglio allora metterli da parte e riutilizzarli magari come stracci o per fare, ad esempio, degli inserti per i pannolini lavabili.

I mini lavori sono molti e sarebbe utile tenerne una lista; quando una cosa ci salta all’occhio la inseriamo e quando ci prendiamo quel quarto d’ora di tempo la sistemiamo.
E a voi quali altri progetti da pochi minuti vengono in mente?

We are Decluttering

Svuota, svuota, svuota. Via tutto, via tutto. Dai via che non ci serve. Prepara le scatole.

Frasi tipo mantra che aleggiano negli ultimi fine settimana familiari. Perché il depurarci passa anche da questa operazione. Vi avevo anticipato che stiamo passando una grossa fase di decluttering e se per quello mentale ci vuole tempo e pazienza, per quel che riguarda la casa i risultati sono immediati e molto soddisfacenti. Stiamo rivedendo ogni stanza e la stiamo svuotando senza pietà. Chi ha passato l’infanzia negli anni ’80 come me sa di essere figlio di un periodo tremendamente sprecone e consumista. Tanta bella plastica, centinaia di oggetti inutili, carrelli della spesa stracolmi di progresso sotto forma di merendine e cibi surgelati. Siamo quelli cresciuti a biberon anche se non serviva perché la tetta non andava di moda. Svezzati a pochi mesi con omogeneizzati pieni di ormoni. Tante Barbie e bamboline, cartoni animati giapponesi e regali, regali, regali. Non è colpa nostra se diventati adulti ci siamo riempiti le case (mini) di oggetti, di cibi pronti, di illusioni.

Ma siamo diventati bravi. Senza che nessuno ci dicesse nulla la nostra generazione ha capito che così non può andare avanti. Ci avete fregato con pesticidi e plastica e noi ora rivoliamo la libertà di ragionare con la nostra testa e di circondarci solo di ciò di cui abbiamo realmente bisogno. Mangiamo biologico, giriamo in bicicletta, diamo ai nostri figli cibo ed intrattenimento sani. E vivere nel caos delle nostre case sature di cose che non sentiamo più nostre ci fa soffocare.

Svuotare è ormai una necessità. Non accumulare più, un obbligo.

Così siamo partiti per questa impresa titanica. Se volete imbarcarvi anche voi in questa attività salutare la cosa più importante è l’organizzazione. Dovete pianificare il lavoro.

Noi facciamo i lavori grossi nel fine settimana. In due è più facile e anche divertente. Ci si supporta quando si dice addio alla nostra maglietta preferita taglia XXS delle medie, si trovano soluzioni per rendere la casa più funzionale. Ogni settimana prendiamo in considerazione una stanza e svuotiamo tutti mobili per controllare ogni cosa. Ci serve, non ci serve, questo potrei darlo a tizio, quei vestiti li portiamo alla Caritas, questo elettrodomestico funziona bene magari potremo venderlo, tutti quei giochi li mandiamo in parrocchia, questo è rotto si butta… mamma mia quante cartacce da riciclare. Sono queste le considerazioni che facciamo. All’inizio è un po’ dura ma quando si vedono le borse pronte a partire sul pianerottolo e in casa si inizia a respirare allora la soddisfazione è assicurata.

La prendo anche come una lezione di vita. Mi sento una sprecona quando mi accorgo di quante cose mi sono circondata di cui non avevo bisogno, ma cerco di prendere il tutto come una occasione per imparare e non ripetere più l’errore. Da oggi sto moooolto più attenta ai miei reali bisogni prima di far entrare qualcosa dalla porta.

Quando il tempo è poco, come ad esempio durante la settimana, allora bisogna porsi dei micro progetti di cui vi parlerò nel prossimo post!

Panificare col cuore

Ma anche all’anima e a tutto il nostro corpo. E’ cominciato tutto come terapia familiare per ritrovare il calore nella nostra casa, per dare serenità ad una bimba un po’ troppo pensierosa. Niente specialisti o farmaci ma la prescrizione era chiara: 30 giorni di panificazione. Tutti i giorni…

Non è stato semplice. La prima settimana è stata entusiasmante poi però devo confessare un cedimento da parte mia. L’idea di avere tutti i pomeriggi questo impegno con le bambine iniziava a pesarmi, dovevo starmene a casa almeno tre o quattro ore per poter fare tutto. Ma più saltavo l’impegno più le bambine lo richiedevano. L’attività era diventata parte integrante della giornata, e oggi scandisce il ritmo del nostro pomeriggio tra una lievitata e l’altra.
L’impasto tra le mani, il calore del forno, il profumo della pagnotta e poi il suo gusto… tutti i sensi lavorano e c’è persino chi sviluppa l’udito sentendo i nanetti che lavorano la pasta per farla lievitare.

Posso solo consigliarlo a tutti. Io possiedo una macchina per il pane ed è effettivamente comoda, metti gli ingredienti, premi il bottone e pensa a tutto lei. Credevo fosse già questo un gesto di richiamo al passato, un po’ rivoluzionario, il decidere di non acquistare più il pane ma da quando ho messo letteralmente le mie mani in pasta ho scoperto delle sensazioni positive che mi piacciono e fanno bene a tutti.

Ed ora la nostra ricetta.

Vi serviranno 1/2 cubetto di lievito di birra fresco, un cucchiaino di malto d’orzo (o in alternativa dello zucchero di canna), 450gr di farina, sale, olio EVO e acqua tiepida.

Fase 1: sbriciolare il lievito e scioglierlo in un po’ di acqua tiepida con l’aggiunta del malto. Aggiungere poi circa metà della farina ed altra acqua fino ad ottenere un composto cremoso. A questo punto mettere il recipiente a lievitare per mezz’ora nel forno statico con la sola lampadina accesa (niente temperatura o timer).

Fase 2: dopo mezz’ora l’impasto si sarà gonfiato parecchio. Aggiungete ora un cucchiaino di sale fino e a piacere dell’olio. Io ne metto due cucchiai perchè amiamo un gusto più deciso, in caso contrario mettetene uno solamente. Mescolate bene e iniziate ad incorporare il resto della farina. A questo punto dovrete infarinare il piano di lavoro e cominciare ad impastare manualmente. Se nella prima fase avete ottenuto la giusta cremosità non sarà necessario aggiungere altra acqua. L’impasto dovrà essere morbido e non appiccicoso. Lavoratelo per almeno 10 minuti e poi dategli la forma desiderata (pagnotta unica, panini o quello che suggerisce la fantasia). Ponete il pane sulla teglia che userete per cucinarlo (ricordate la carta forno) e rimettete tutto a lievitare per più tempo possibile (anche due ore).

Fase 3: cucinate il pane in forno ventilato a 200°. I tempi variano a seconda della grandezza. Per la pagnotta intera una mezz’ora, poi vederete voi in base alla doratura.

Ed ora annuso le mie mani che sanno di farina ed olio e aspetto trepidante che il nostro fiore lieviti per poterlo cucinare e soprattutto mangiare a cena.

Torniamo all’elenco

Si lo so ciclicamente sta storia dell’elenco salta fuori, ma continua a dare i suoi frutti, perchè smettere allora? Ultimamente il depennare le voci dalla mia lista, più virtuale che cartacea, sta diventando più di un semplice modo per organizzarsi e mandare avanti le varie faccende, diciamo che ormai lo considero una terapia. Una mia nuova filosofia di vita … decluttering, lo chiamano così in rete, nei blog, sui vari social. Una parola moderna per un concetto decisamente molto più vecchio: liberarsi da ciò che non ci serve realmente, trovargli una nuova collocazione, mettere ordine e far sparire quello che ci impedisce di andare avanti. Perché lo sappiamo bene ormai da tempo che il dentro e il fuori vanno di pari passo. Quei soprammobili che odiamo così tanto e sappiamo di dover far sparire in realtà recano disturbo più all’anima che alla libreria. Così per non sbagliare mi sono messa in testa di “declutterare” (si potrà dire così?!?) su più fronti tanto per essere sicuri di non lasciare nulla al caso. Una casa piena di oggetti da far emigrare, un fisico pieno di tossine da mandare in vacanza e una mente da svuotare dai pensieri pesanti. Mobili che si spostano, libri da leggere, frutta e verdura come se piovesse e moltissimi post in arretrato da mettere nero su bianco compresa qualche ricettina in arrivo nei prossimi giorni. Tante cose da su cui scrivere, il lavoro, il mio esperimento nel mondo del crudismo, il mio nuovo ufficio in costruzione… mi sembra l’anteprima di un film… ecco è un trailer delle prossime puntate autunnali… sono stata abbastanza accattivante?

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