Category Archives: Famiglia

Adesso pasta!

No, non si tratta di un errore di battitura ma del mio ultimo esprimento culinario. Oggi mi sono messa d’impegno per imparare a fare una cosa nuova… la pasta!!!

E si, una cosa così semplice ma che non mi era mai venuta di mente di realizzare da sola. Sola si fa per dire visto che avevo vicino la mia fida aiutante.

La ricetta è la classica che si usa da millenni: un uovo ogni 100 grammi di farina. Io ho usato la dose con due uova e per due adulti e una bimba era piuttosto abbondante. Ho impastato per mezz’ora circa e poi ho steso la pasta. Non avendo la macchina per fare la pasta ho arrotolato la sfoglia e l’ho tagliata a cerchietti per fare le tagliatelle. Qualche minuto di cottura è il risultato è stato piuttosto buono.

Penso che possa diventare un bel rituale della domenica per la nostra famiglia… e magari quando passo dalla mia mamma prendo in prestito permanente la macchina!

“Alice sorella maggiore”

Qualche sera fa navigavo sul sito del Leone Verde Edizioni. Mentre cercavo il manuale del super genitore mi sono imbattuta in una splendida serie di libri per bambini nella sezione de Il Giardino dei Cedri. Si tratta di quattro gioiellini scritti da Giorgia Cozza e illustrati da Maria Francesca Agnelli che narrano delle esperienze più comuni ma più forti che un bambino di tre, quattro anni si trova ad affrontare. Sono nate così le Storie di Alice: “Alice e il fratellino nel pancione”, “Alice e il primo giorno di asilo”, “Alice salva il pianta” e soprattutto, per le mie esigenze, “Alice sorella maggiore”. La protagonista vive delle semplici situazioni di vita quotidiana che nessuno prima d’ora aveva descritto: il fratellino, ad esempio, usa pannolini lavabili, viene portato dalla mamma in una fascia e in particolare viene allattato al seno, tutte cose che molte di noi fanno ma che nessuno aveva mai messo nero su bianco (o meglio, a colori).

Si tratta proprio del libro per mia figlia. Gli altri testi in commercio le impedivano di identificarsi nei vari protagonisti, si vedevano solo biberon e passeggini. Lei è invece abituata a vedere i pannolini che si asciugano, la mamma che allatta, e ad andare al parco con Camilla nel mei tai. Peccato non aver conosciuto questi libri quando ero incinta, avrei potuto proporle “Alice e il fratellino nel pancione” (sarà per la prossima gravidanza!!!). Una nota di merito va anche alle illustrazioni che sono molto dolci ed essenziali e mettono in risalto solo ciò che per i bimbi di quell’età è veramente essenziale. Inoltre la casualità a voluto che Alice assomigli molto a Margherita. Buona esperienza di lettura a tutte!

P.S.: Il manuale del super genitore non l’ho poi trovato, ma nelle Edizioni Leone Verde sono stati pubblicati dei meravigliosi libri per supportare chi fa il bellissimo e faticosissimo mestiere di genitore.

Perfettamente imperfetta!

Ho finalmente trovato la giusta definizione per le mie aspirazioni. Mi sono ingarbugliata il cervello per settimane a cercare di capire perchè mi sentivo inadeguata, perchè mi sembrava che tutti gli altri fossero capaci di fare tutto ed io invece non riuscivo a finire nemmeno un decimo delle cose che iniziavo. Poi è arrivata l’illuminazione. Pretendo troppo da me stessa. Ho un metro di valutazione, o meglio, di autovalutazione da guinness dei primati, da oro olimpico, col risultato di non sentirmi mai soddisfatta. Avevo confuso la felicità altrui con la perfezione. Pensavo che per essere felici bisognava essere perfetti. Invece la chiave di tutto è riuscire ad essere serene anche se le cose non sono esattamente come le vorremmo.

E funziona. Ieri ed oggi il tempo era favoloso, avevo un milione di cose da fare, ma ho guardato le mie bambine, le ho prese e le ho portate fuori al sole. Camilla ha riposato soddisfatta e Margherita ha corso, raccolto le foglie gialle, salutato le galline e le oche e giocato al parco. Era felice, non si è lamentata, non mi ha fatto “dannare”, così di riflesso ero tranquilla e serena anch’io… e non importa se il pavimento del salotto è talmente pieno di roba da non riuscire più nemmeno a vedere il colore del parquet… siamo felici!

Inconsciamente Montessori… e grandi manovre!

Sì, perchè navigando sul web tra le mamme blogger, oggi sono inciampata in questo post di Mammadilettante e ho scoperto di utilizzare alcune proposte educative di Maria Montessori senza nemmeno saperlo. Di fatto agisco in modo da rendere le mie figlie autonome , uso il sistema del “lasciar fare”, che non significa permettere loro di comportatarsi a piacimento, ma piuttosto dare la possibilità di compiere un’azione da sole, non perchè insegnata, ma ragionata dopo vari tentativi. Il risultato è ad esempio, che la mia bambolina più grande di due anni e mezzo sa mangiare benissimo da sola da un bel pezzo, senza sporcarsi e stando composta a tavola più di molti adulti che conosco. Mette le salviette e le forchette a tavola quando è ora di mangiare, si lava (più o meno) da sola. Pensavo come tutte le madri di essere un pessimo genitore invece oggi ho dato una sferzata di ottimismo alla mia autostima scoprendo che qualcosa di buono la sto facendo. Così ho deciso di approfittare di questo momento positivo per sistemare un bel po’ di cose in questa casa che tra una gravidanza e l’altra, allattamento e mille problemi, è diventata praticamente inagibile… si insomma avete presente quelle supermamme che crescono benissimo quattro figli, hanno la casa splendente, l’orto pieno di pomodori, fanno la marmellata in casa e magari riescono a crearsi un lavoro su misura per gestire tutto? Vorrei essere così anch’io o almeno provarci così ho deciso di cominciare… per realizzare un buon progetto bisogna prima “distruggere” quello precedente ed io sto cercando di eliminare le tonnellate di cose superflue e in disuso che occupano la nostra casa e ho cominciato dall’armadio di mamma e papà e devo dire, a lavoro quasi concluso (dico quasi perchè ci sono dei margini di miglioramento) che sono molto soddisfatta. In camera si respira meglio  e soprattutto so che i miei vestiti potranno essere utili a qualcun’altro. Ma vorrei fare di più quindi basta chiacchierare!!!

Finalmente Camilla

E’ passato un po’ di tempo ma finalmente ho il tempo di annunciare l’arrivo della piccola Camilla. E’ arrivata il 19 di luglio al mattino, con un bel parto rapido, e il peso di 3490. Oggi ha quasi un mese e mezzo, cresce bene (latte di mamma) ed è buonissima. Il primo periodo di assestamento è passato, la sorellina è felice e si sta adattando dopo averci dato un po’ da fare le prime settimane… poverina non deve essere facile vedersi portar via l’esclusiva di mamma e papà… ma vuole molto bene alla sua nuova sorellina ed è molto dolce con lei.

E anche questa avventura è terminata. I nove mesi se pure un po’ pesanti, sono alla fine volati e senza nemmeno accorgermi è passato il periodo del puerperio, quindi è ora di cominciare a riprendersi la propria vita, di occuparsi come si deve della famiglia, di me stessa (e fare un sacco di lavatrici arretrate). Soprattutto è arrivato il momento di scrivere.

Attesa non troppo dolce

Si dirà pure “dolce attesa” ma a sole tre settimane dalla scadenza io di dolce ci trovo proprio poco. Sarà il caldo, sarà la pancia stile transatlantico, saranno le contrazioni che già si fanno sentire molto, ma io non ne posso più. Il dottore poi ha detto dopo avermi visitata che è questione di pochi giorni e che la bimba dovrebbe arrivare in anticipo… quindi sono ancora più impaziente… ma confido nella luna nuova di questa notte… bisogna sempre sperare in qualcosa, così almeno se non succede nulla me la prenderò con la luna! Nel frattempo faccio trascorrere le ore stando sulla macchina da cucire! Ho realizzato un completo per la culla su cui ho ricamato il nome (…sorpresa!), poi una copertina in avorio elegantissima coordinata con le lenzuola che sto finendo di abbellire con un nastro. Prima o poi farò una mostra fotografica delle mie opere. Magari con la bimba annessa! Magari fra poco! Magari…

Margherita sta riposando… come la invidio… e come è bella!

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…sono le settimane di gravidanza trascorse fino ad oggi! Sono stata un po’ latitante ma la bambina ha fretta di nascere e così ho dovuto modificare i miei programmi di quest’ultimo periodo. Ma i miei lavori fortunatamente sono ricominciati: ho finito le lenzuola per le bambine e oggi sto facendo il bordo al pile per la copertina da allattamento da portare all’ospedale, niente di sofisticato giusto una cosina che se si rovina non mi dispero!!! Presto arriverà una mostra fotografica delle mie “opere d’arte”. Nel frattempo un aggiornamento sui pannolini: di giorno non li mettiamo più, nemmeno per i riposini o le trasferte… siamo diventate proprio brave e pazienti!

Ciao ciao pipì!

Il titolo sarà curioso ma è così che noi salutiamo la pipì quando la versiamo dal vasino al water e tiriamo l’acqua. E sì! Dopo mille ricerche sul web mi sono finalmente decisa che il metodo migliore per togliere il pannolino alla tata era… toglierlo e basta! All’inizio avevo pensato di toglierlo gradualmente, prima un paio d’ore poi mezza giornata e così via, soprattutto perchè la mia pancia lievita e sta diventando faticoso pulire a terra e cambiare vestiti dieci volte al giorno. Ma la signorina è stata così brava che praticamente da subito il pannolino, almeno in casa, ha deciso di non metterlo più. Non solo ma dopo il riposino pomeridiano o la nanna notturna, si sveglia chiedendo di andare in bagno e spesso il pannolino è asciutto anche dopo dieci ore di sonno… una manna dal cielo. Così ho deciso che siamo pronte (più lei che la mamma) a passare alla fase niente pannolino quando si esce. Abbiamo preso un riduttore da wc che diventa anche vasino da viaggio e soprattutto venti paia di mutandine… sono ottimista! Sarà stato l’incentivo delle figurine degli animali che arrivano quando si usa il vasino, ma sinceramente pensavo che sarebbe stato più complicato e lungo.

Adesso non ci resta che il ciuccio, e vorrei tanto lo togliesse prima dell’arrivo della sorellina per evitare confronti e gelosie della serie “perchè lei si e io no?”. Qualche idea o trucco indolore? Siamo aperti a tutto!

Professione mamma

Tornando a casa oggi c’erano quasi trenta gradi! Inutile dire che il freddo se ne è andato sul serio e la primavera si sta mostrando in tutta la sua magnificenza ricca di colori e vita. E che dire della luce che finalmente illumina le nostre giornate come si deve e ci fa venir voglia di realizzare un sacco di cose. Mentre una bambina dorme e l’altra fa pilates nella mia pancia, mi rilasso e rifletto sulla vita che conduco. Un giorno qualcuno mi ha detto “Ah! Sei a casa a fare la casalinga!”, come se stessi quasi commettendo un crimine. Con tutta la più buona volontà non credo di essere una casalinga, a partire dal fatto che di lavori casalinghi ne faccio ben pochi e solo perchè “bisogna”!!! Voglio solo prendere in considerazione un modo di vivere diverso dai soliti clichè e navigando mi sono resa conto che di mamme che dedicano il proprio tempo ad attività splendide e non remunerate che per gli altri non sono che passatempi, ce ne sono molte. E molta è la loro voglia di comunicare e confrontarsi tra loro e con gli altri, dato l’alto numero di blog e siti che queste donne hanno. Così mi sono chiesta il perchè. Perchè abbiamo anteposto l’educazione dei figli al resto? Perchè non ce ne stiamo in ufficio o a bere il caffè con le amiche ma preferiamo tagliare, cucire, fare a maglia, cucinare… insomma tutte quelle cose di “una volta” che la generazione precedente a in qualche modo combattutto per affermare il diritto delle donne ad essere pari agli uomini? Non sarà che raggiunto il “successo” ci siamo rese conto che forse il gioco non vale la candela? Mi piacerebbe molto aprire una discussione su questo argomento o meglio ancora su questo fenomeno sociale che a mio vedere si sta espandendo a macchia d’olio… Mamme che avete l’ufficio in casa, che fate la marmellata e i maglioncini per i vostri bimbi, che avete persino un business su internet che gestite rimanendo nel vostro giardino spiegatemi il perchè della vostra/nostra scelta, raccontate la vostra storia e condividendo le nostre piccole felicità saremo più forti davanti al prossimo “Ah! Tu non lavori!?!”. Aspetto trepidante i vostri commenti… passaparola!

Parto… ma non per una vacanza!

Come dire che l’argomento del mese di genitoricrescono.com sia arrivato proprio al momento giusto. Sono al sesto mese della mia seconda gravidanza. Non voglio annoiare il mondo con il racconto del mio primo parto se non per esternare la mia amarezza legata al fatto che non è stato naturale e dopo un bel po’ di travaglio hanno fatto un cesareo. Necessario e salvavita ma ci sono comunque rimasta male. Questa volta è diverso, non solo perchè le condizioni sono diverse e forse riuscirò nell’impresa, ma perchè dopo due anni da mamma mi sono resa conto di quanto poco abbia contato il modo in cui mia figlia sia venuta al mondo col rapporto che io vivo ogni giorno con lei. Mi sentivo un pochino di serie B ma con diciotto mesi di allattamento ho proprio idea di aver recuperato. Certo resta sempre un’esperienza da provare fino in fondo questa volta, anche per il mio compagno, che avrebbe tanto voluto esserci… ma sarà quel che sarà. Il parto secondo me non è altro che un overture a quella che sarà la vita di una madre, difficoltà, sofferenza e imprevisti perchè con i bambini non sai mai come andranno le cose… ancora prima che vengano al mondo. Questo post partecipa al blogstorming

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