Category Archives: Education

Waldorf… era ora!

Finalmente è arrivata la Festa di San Martino organizzata dalla scuola steineriana della nostra città. E finalmente vi abbiamo iscritto la Margherita per il prossimo anno… non vedo l’ora. Ma sono anche felice che si sia messa all’opera in uno dei laboratori presenti alla festa.

Credo che delucidazioni sulla pedagogia steineriana e sul perchè della nostra scelta educativa avranno bisogno di uno o più post dedicati. Intanto un po’ di foto.

(C’era un meravigliosa confettura di banane che devo assolutamente provare a fare). E quasi dimenticavo… ecco l’opera d’arte della mia bimba!

“Alice sorella maggiore”

Qualche sera fa navigavo sul sito del Leone Verde Edizioni. Mentre cercavo il manuale del super genitore mi sono imbattuta in una splendida serie di libri per bambini nella sezione de Il Giardino dei Cedri. Si tratta di quattro gioiellini scritti da Giorgia Cozza e illustrati da Maria Francesca Agnelli che narrano delle esperienze più comuni ma più forti che un bambino di tre, quattro anni si trova ad affrontare. Sono nate così le Storie di Alice: “Alice e il fratellino nel pancione”, “Alice e il primo giorno di asilo”, “Alice salva il pianta” e soprattutto, per le mie esigenze, “Alice sorella maggiore”. La protagonista vive delle semplici situazioni di vita quotidiana che nessuno prima d’ora aveva descritto: il fratellino, ad esempio, usa pannolini lavabili, viene portato dalla mamma in una fascia e in particolare viene allattato al seno, tutte cose che molte di noi fanno ma che nessuno aveva mai messo nero su bianco (o meglio, a colori).

Si tratta proprio del libro per mia figlia. Gli altri testi in commercio le impedivano di identificarsi nei vari protagonisti, si vedevano solo biberon e passeggini. Lei è invece abituata a vedere i pannolini che si asciugano, la mamma che allatta, e ad andare al parco con Camilla nel mei tai. Peccato non aver conosciuto questi libri quando ero incinta, avrei potuto proporle “Alice e il fratellino nel pancione” (sarà per la prossima gravidanza!!!). Una nota di merito va anche alle illustrazioni che sono molto dolci ed essenziali e mettono in risalto solo ciò che per i bimbi di quell’età è veramente essenziale. Inoltre la casualità a voluto che Alice assomigli molto a Margherita. Buona esperienza di lettura a tutte!

P.S.: Il manuale del super genitore non l’ho poi trovato, ma nelle Edizioni Leone Verde sono stati pubblicati dei meravigliosi libri per supportare chi fa il bellissimo e faticosissimo mestiere di genitore.

Inconsciamente Montessori… e grandi manovre!

Sì, perchè navigando sul web tra le mamme blogger, oggi sono inciampata in questo post di Mammadilettante e ho scoperto di utilizzare alcune proposte educative di Maria Montessori senza nemmeno saperlo. Di fatto agisco in modo da rendere le mie figlie autonome , uso il sistema del “lasciar fare”, che non significa permettere loro di comportatarsi a piacimento, ma piuttosto dare la possibilità di compiere un’azione da sole, non perchè insegnata, ma ragionata dopo vari tentativi. Il risultato è ad esempio, che la mia bambolina più grande di due anni e mezzo sa mangiare benissimo da sola da un bel pezzo, senza sporcarsi e stando composta a tavola più di molti adulti che conosco. Mette le salviette e le forchette a tavola quando è ora di mangiare, si lava (più o meno) da sola. Pensavo come tutte le madri di essere un pessimo genitore invece oggi ho dato una sferzata di ottimismo alla mia autostima scoprendo che qualcosa di buono la sto facendo. Così ho deciso di approfittare di questo momento positivo per sistemare un bel po’ di cose in questa casa che tra una gravidanza e l’altra, allattamento e mille problemi, è diventata praticamente inagibile… si insomma avete presente quelle supermamme che crescono benissimo quattro figli, hanno la casa splendente, l’orto pieno di pomodori, fanno la marmellata in casa e magari riescono a crearsi un lavoro su misura per gestire tutto? Vorrei essere così anch’io o almeno provarci così ho deciso di cominciare… per realizzare un buon progetto bisogna prima “distruggere” quello precedente ed io sto cercando di eliminare le tonnellate di cose superflue e in disuso che occupano la nostra casa e ho cominciato dall’armadio di mamma e papà e devo dire, a lavoro quasi concluso (dico quasi perchè ci sono dei margini di miglioramento) che sono molto soddisfatta. In camera si respira meglio  e soprattutto so che i miei vestiti potranno essere utili a qualcun’altro. Ma vorrei fare di più quindi basta chiacchierare!!!

(Italiano) Allenamento all’attamento

(Italiano) Ciao ciao pipì!

Grandparents…

Marte e Venere

Oggi prendo spunto dal tema del mese del blogstorming di http://genitoricrescono.com/ che affronta la questione di genere relativamente ai giochi e alle attività che vengono proposte ai nostri bambini, spesso differenziando in modo netto quelle per maschi da quelle per femmine. Un esempio? Bambole e collanine per le bambine e macchine e calcio per i bambini. Purtroppo bisogna ammettere che pur essendo dei genitori “moderni” che vorrebbero veder crescere le proprie figlie in un mondo che non le svantaggi i mezzi educativi tradizionali con cui ci confrontiamo ogni giorno ci propongono dei modelli che di “moderno” hanno ben poco. Uomini e donne non sono uguali… e per fortuna. Il mondo va avanti da secoli grazie all’equilibrio delle forze, lo yin e lo yang, il maschile e il femminile. Questa differenza però viene erroneamente insegnata ai bambini con frasi tipo “…sono cose da femmine” perchè per un vero uomo il proprio figlio non può giocare con una bambola o a fare le pulizie. Io credo che ogni genere abbia delle belle peculiarità decisamente più intellettuali e spirituali che pratiche. Sensibilità diverse nel modo di affrontare le cose, ma affrontare una cosa in modo diverso non vuol dire non poterla affrontare. Io per molti anni sono stata responsabile in un gruppo scout in cui le unità erano divise tra maschi e femmine. Quand’ero una coccinella non capivo il perchè di questa cosa, ma quando ho avuto io la responsabilità di quelle bambine mi sono resa conto dell’incredibile opportunità che avevano di poter sviluppare le loro doti senza vivere all’ombra dei ragazzi. Facevano le stesse cose, gite, lavoretti, disegni, i più grandi dormivano nelle tende, spaccavano legna, si lavavano in un fiume, non c’erano cose da maschi e cose da femmine, si affrontavano gli stessi argomenti ma con una visione che le aiutasse poi a diventare delle donne (e degli uomini) di carattere. Credo quindi che quello che vorrei fare con mia figlia che oggi ha solo diciannove mesi, sia cercare di sviluppare le sue inclinazioni e le sue doti sperimentando in ogni genere di attività che la renda soddisfatta e sicura di se stessa. Questo post partecipa al blogstorming.

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