Mai per caso…

 

… è la frase che mi risuona nella testa da questa mattina. Come avevo già scritto, i primi due mesi di vita della mia bambolina sono stati un po’ problematici per quel che riguarda l’allattamento ed io ho dovuto (e fortemente voluto) tirarmi il latte circa dieci volte al giorno, anche di notte. Così, oltre a sf-amare il mio tesoro, ho iniziato ad accumulare un bel po’ di latte nel congelatore fino a riempire più di un cassettone. Non avrei mai messo da parte tutto quel latte se io e la mia bambina non avessimo avuto i problemi che abbiamo avuto, se non avessi passato questa esperienza pesante oggi non sarei qui felice e soddisfatta perchè tutto quel latte questa mattina è stato preso in consegna come se fosse oro. Ho deciso di donarlo alla Banca del Latte che fortunatamente esiste anche nel nostro ospedale. L’ho portato direttamente nel reparto di patologia neonatale e vedere oltre il vetro tutte quelle scatolette al cui interno c’è chi lotta per crescere e continuare ad amare, mi ha convinta che stavo facendo la scelta giusta. Avevo paura di dare via il latte di “mia figlia”, paura che magari fra un mese potesse servirci, ma ora vorrei poterne avere di più da donare. Sono veramente felice di averlo fatto e ho scritto questo post per pubblicizzare questa semplice azione che ogni mamma che allatta può fare perchè anche pochi grammi sono preziosi per aiutare un bimbo prematuro. Maggiori informazioni sull’argomento si trovano sul sito dell’AIBLUD (Associazione Italiana Banche del Latte Umano Donato).

One Thought on “Mai per caso…

  1. Psicomama on 12 September 2012 at 10:05 said:

    Ma guarda, sono capitata qui x il post su Alice e quindi ho sbirciato in giro e… Anche io sto donando il latte! La mia storia è diversa dalla tua; ne avevo in abbondanza x la prima bimba e ne ho gettato fin troppo nel lavandino quindi x la seconda gravidanza ho fatto una scelta diversa e devo dire faticosa (tirarlo ogni giorno con 2 bimbi piccoli fra tutte le cose da fare non è come non farlo) perché mi sento in debito con la vita che mi ha dato la fortuna dei miei due bambini. A me lo vengono a prendere ogni settimana dall’ospedale di una città vicina alla mia (Camaiore, Ospedale Unico Versilia) perchè nella evoluta e tanto decantata Pisa non c’è il servizio. (Come molte altre cose, fra cui il rooming-in, tant’è che i miei figli sono una lucchese e l’altro fiorentino).

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