Tag Archives: Blogstorming

(Italiano) Testarda

 

(Italiano) Speriamo che (vogliano che) sia femmina!

 

“Creatività, fantasia, realtà”

Il tema del mese di genitoricrescono è proprio questo, “Quale è il rapporto che lega fantasia, creatività e realtà?”. Ci ho pensato parecchio e credo che la fantasia e la realtà non siano altro che i genitori della creatività. Penso ogni giorno a quale possa essere il modo migliore per crescere le mie bambine per renderle in futuro delle persone adulte serene ed equilibrate. Equilibrio è la parola che ho più in mente in generale nella mia vita perchè lo cerco costantemente e nei momenti in cui lo raggiungo mi sento una persona libera. Credo quindi che la vita dei bambini, così come la nostra, debba comprendere un buon equilibrio di fantasia e realtà. Non credo sia necessario inventare fiabe per spiegare in modo semplice le cose reali. Se la tata mi chiede una cosa, uno dei suoi tanti “e perchè?”, io le racconto le cose come stanno usando un linguaggio e degli esempi che rientrano nel campo delle conoscenze di una bambina di neanche tre anni. Quando giochiamo o leggiamo un libro ecco arrivare il mondo della fantasia a circondare la nostra stanza. Penso che la fantasia non sia un requisito esclusivo per rendere un bambino creativo. Le persone creative, inventano cose reali per necessità reali (magari a volte un po’ superflue). Persino scrivere un libro di fiabe è una cosa reale: è un oggetto che un bambino leggerà per passare un momento di svago e serenità magari con la sua mamma e il suo papà.

A me piace stimolare la creatività della bambina lasciandola libera di risolvere da sola le più svariate situazioni che ogni giorno si trova davanti, non dandole insomma la pappa pronta… i bambini trovano sempre un modo, loro sono creativi, nasciamo creativi, è la vita poi che atrofizza questa nostra peculiarità (lo so sono una fan di Steiner ma ammetto che ho un debole per alcune teorie di Maria Montessori). A volte credo che iperstimolarli con attività cosidette creative che nascono da noi non sia poi così salutare, è bello proporre un materiale, uno spunto o un tema, come potrebbe essere in questo periodo il Natale, ma poi dovrebbero essere loro a creare.

E’ così che mi immagino un po’ tutto il processo educativo. Io non devo insegnare alla mie figlie cosa fare e come pensare, devo fornire loro gli strumenti che gli permettano di avere un loro pensiero. Non devo dargli le risposte ma insegnarli a porsi delle domande.

Questo post partecipa al blogstorming.

Parto… ma non per una vacanza!

Come dire che l’argomento del mese di http://genitoricrescono.com/ sia arrivata proprio al momento giusto. Sono al sesto mese della mia seconda gravidanza. Non voglio annoiare il mondo con il racconto del mio primo parto se non per esternare la mia amarezza legata al fatto che non è stato naturale e dopo un bel po’ di travaglio hanno fatto un cesareo. Necessario e salvavita ma ci sono comunque rimasta male. Questa volta è diverso, non solo perchè le condizioni sono diverse e forse riuscirò nell’impresa, ma perchè dopo due anni da mamma mi sono resa conto di quanto poco abbia contato il modo in cui mia figlia sia venuta al mondo col rapporto che io vivo ogni giorno con lei. Mi sentivo un pochino di serie B ma con diciotto mesi di allattamento ho proprio idea di aver recuperato. Certo resta sempre un’esperienza da provare fino in fondo questa volta, anche per il mio compagno, che avrebbe tanto voluto esserci… ma sarà quel che sarà. Il parto secondo me non è altro che un overture a quella che sarà la vita di una madre, difficoltà, sofferenza e imprevisti perchè con i bambini non sai mai come andranno le cose… nemmeno in sala travaglio.

Grandparents…

Marte e Venere

Oggi prendo spunto dal tema del mese del blogstorming di http://genitoricrescono.com/ che affronta la questione di genere relativamente ai giochi e alle attività che vengono proposte ai nostri bambini, spesso differenziando in modo netto quelle per maschi da quelle per femmine. Un esempio? Bambole e collanine per le bambine e macchine e calcio per i bambini. Purtroppo bisogna ammettere che pur essendo dei genitori “moderni” che vorrebbero veder crescere le proprie figlie in un mondo che non le svantaggi i mezzi educativi tradizionali con cui ci confrontiamo ogni giorno ci propongono dei modelli che di “moderno” hanno ben poco. Uomini e donne non sono uguali… e per fortuna. Il mondo va avanti da secoli grazie all’equilibrio delle forze, lo yin e lo yang, il maschile e il femminile. Questa differenza però viene erroneamente insegnata ai bambini con frasi tipo “…sono cose da femmine” perchè per un vero uomo il proprio figlio non può giocare con una bambola o a fare le pulizie. Io credo che ogni genere abbia delle belle peculiarità decisamente più intellettuali e spirituali che pratiche. Sensibilità diverse nel modo di affrontare le cose, ma affrontare una cosa in modo diverso non vuol dire non poterla affrontare. Io per molti anni sono stata responsabile in un gruppo scout in cui le unità erano divise tra maschi e femmine. Quand’ero una coccinella non capivo il perchè di questa cosa, ma quando ho avuto io la responsabilità di quelle bambine mi sono resa conto dell’incredibile opportunità che avevano di poter sviluppare le loro doti senza vivere all’ombra dei ragazzi. Facevano le stesse cose, gite, lavoretti, disegni, i più grandi dormivano nelle tende, spaccavano legna, si lavavano in un fiume, non c’erano cose da maschi e cose da femmine, si affrontavano gli stessi argomenti ma con una visione che le aiutasse poi a diventare delle donne (e degli uomini) di carattere. Credo quindi che quello che vorrei fare con mia figlia che oggi ha solo diciannove mesi, sia cercare di sviluppare le sue inclinazioni e le sue doti sperimentando in ogni genere di attività che la renda soddisfatta e sicura di se stessa. Questo post partecipa al blogstorming.

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