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Buon appetito bambolina!

E si, finalmente ci siamo dopo un avvio di allattamento molto sofferto, ma pieno di amore che ci ha portato a risolvere tutti i problemi, è giunto il momento per la mia bambolina di integrare la sua dieta a base di sola mamma con qualcosa di più vario. Sono una strenua sostenitrice dell’allattamento esclusivo fino ai sei mesi, i bambini durante la gravidanza immagazzinano scorte di ferro che utilizzeranno fino a questo periodo, e non hanno ancora i denti e mamma a tanto latte… insomma la natura ci ha dato come al solito la soluzione in mano solo che noi amiamo complicarci la vita. Quindi non c’è alcun motivo per iniziare a sostituire le poppate con dei pasti veri e propri prima del sesto mese.

Ora  la bambolina ha quasi cinque mesi e mezzo e sta cominciando quello che io chiamo il training del cucchiaino. Non fa dei pasti ma assaggia qualche cosina per abituarsi all’idea che esiste un’altra fonte di sostentamento oltre alla tetta di mamma. Già il solo fatto di non essere più a contatto con me ma di sedersi difronte sul seggiolone è un grosso cambiamento e l’introduzione di cibo è solo un passo successivo. Ho deciso di darle intanto degli assaggi, qualche cucchiaio di mela o pera grattugiate e persino sporcarle con il nostro pranzo il cucchiaino che poi lei succhierà per un buon quarto d’ora. Ed ho così scoperto che adora la zucca!

Ho notato con amarezza che molte mamme vengono indotte senza precisati motivi ad iniziare lo svezzamento vero e proprio anche prima dei quattro mesi momento in cui, ormai lo sanno anche i sassi, lo stomaco del bambino è abbastanza maturo per ricevere cibo. Lungi da me il volermi sostituire ad un medico, ci mancherebbe altro, ma sono una mamma e se il medico sa molto bene quando le mie figlie sono malate e come curarle, io so molto bene come sono fatte e quando sono pronte ad affrontare una cosa. Lo svezzamento è puericultura non medicina (e questo me lo ha detto la pediatra stessa). Come ho scritto sopra, la natura ha predisposto tutto perfettamente, e quando ho dei dubbi osservo con attenzione l’evolversi delle cose senza intromettermi perchè so che così troverò la risposta. Anche quando tutto sembra andare per il verso storto saranno le mie stesse bambine a suggerirmi cosa fare. Siamo tutti molto bravi a pensare, cercare, parlare ma a volte basterebbe osservare ed ascoltare.

Il mio primo svezzamento, quello della tata, è stato tutto un susseguirsi di tabelle, misure, elenchi. Con la bambolina voglio seguire ciò che lei stessa mi suggerirà. Sette pasti a settimana a base di carne per una creatura senza denti è un tantino un controsenso. Ma questa è un’altra storia che diventerà un altro post.

Perfettamente imperfetta!

Ho finalmente trovato la giusta definizione per le mie aspirazioni. Mi sono ingarbugliata il cervello per settimane a cercare di capire perchè mi sentivo inadeguata, perchè mi sembrava che tutti gli altri fossero capaci di fare tutto ed io invece non riuscivo a finire nemmeno un decimo delle cose che iniziavo. Poi è arrivata l’illuminazione. Pretendo troppo da me stessa. Ho un metro di valutazione, o meglio, di autovalutazione da guinness dei primati, da oro olimpico, col risultato di non sentirmi mai soddisfatta. Avevo confuso la felicità altrui con la perfezione. Pensavo che per essere felici bisognava essere perfetti. Invece la chiave di tutto è riuscire ad essere serene anche se le cose non sono esattamente come le vorremmo.

E funziona. Ieri ed oggi il tempo era favoloso, avevo un milione di cose da fare, ma ho guardato le mie bambine, le ho prese e le ho portate fuori al sole. Camilla ha riposato soddisfatta e Margherita ha corso, raccolto le foglie gialle, salutato le galline e le oche e giocato al parco. Era felice, non si è lamentata, non mi ha fatto “dannare”, così di riflesso ero tranquilla e serena anch’io… e non importa se il pavimento del salotto è talmente pieno di roba da non riuscire più nemmeno a vedere il colore del parquet… siamo felici!

Mai per caso…

 

… è la frase che mi risuona nella testa da questa mattina. Come avevo già scritto, i primi due mesi di vita della mia bambolina sono stati un po’ problematici per quel che riguarda l’allattamento ed io ho dovuto (e fortemente voluto) tirarmi il latte circa dieci volte al giorno, anche di notte. Così, oltre a sf-amare il mio tesoro, ho iniziato ad accumulare un bel po’ di latte nel congelatore fino a riempire più di un cassettone. Non avrei mai messo da parte tutto quel latte se io e la mia bambina non avessimo avuto i problemi che abbiamo avuto, se non avessi passato questa esperienza pesante oggi non sarei qui felice e soddisfatta perchè tutto quel latte questa mattina è stato preso in consegna come se fosse oro. Ho deciso di donarlo alla Banca del Latte che fortunatamente esiste anche nel nostro ospedale. L’ho portato direttamente nel reparto di patologia neonatale e vedere oltre il vetro tutte quelle scatolette al cui interno c’è chi lotta per crescere e continuare ad amare, mi ha convinta che stavo facendo la scelta giusta. Avevo paura di dare via il latte di “mia figlia”, paura che magari fra un mese potesse servirci, ma ora vorrei poterne avere di più da donare. Sono veramente felice di averlo fatto e ho scritto questo post per pubblicizzare questa semplice azione che ogni mamma che allatta può fare perchè anche pochi grammi sono preziosi per aiutare un bimbo prematuro. Maggiori informazioni sull’argomento si trovano sul sito dell’AIBLUD (Associazione Italiana Banche del Latte Umano Donato).

Mamma inadeguata!

Dopo anni a navigare sui blog di mamme che sembrano a dir poco perfette, tanti figli, lavori gratificanti, case pulite, maghe dei lavori manuali, mi ritrovo oggi forse a causa della pioggia, che di certo non aiuta, a scrivere l’elogio dell’inadeguatezza nell’assumere un ruolo che probabilmente non ho ancora compreso appieno. Fare la mamma. Sì, sono una mamma è su questo non ci piove, ho partorito due splendide bambine ma di sicuro questo non può bastare per definirsi tali. Vorrei fare molto di più e vorrei essere molto più brava. Ci ho pensato  e riflettuto su cosa possa voler dire essere una brava mamma e sicuramente il giudizio migliore lo possono dare i nostri figli crescendo felici. Ma quando abbiamo l’impressione che siano un po’ tristi o turbati da qualcosa, quando non ci ascoltano con le buone e con le cattive (si fa per dire!), quando si comportano in modo strano, e in quei momenti che la convinzione di essere brave cede velocemente il passo all’inadeguatezza. Così ci vuole un’ora per mettere la grande a letto tutte le sere, di mangiare le verdure a pezzetti non se ne parla ma in compenso è un’esperta di arrampicata sui tavoli e, da quando è arrivata la sorellina, anche una campionessa di pianto “inutile”. Se la tieni a casa tutto il giorno non va bene perchè rischi che guardi un po’ di televisione e non ha bambini per socializzare. Se la mandi all’asilo sei una madre degenere perchè deleghi a qualcun’altro la sua educazione. Se le compri dei giochi la vizi, se non lo fai la rendi una disadattata di fronte agli altri, e potremmo andare avanti per pagine e pagine a scrivere tutte le frasi che ci sentiamo dire oggi da questo e domani da quell’altro.

E pensare che sto pure prendendo le vitamine visto che allatto, dovrebbero darmi lo sprint, ma a tre mesi dal parto sono ancora piuttosto stanca, e mi chiedo come sarei se non le prendessi affatto.

Io vorrei… svegliarmi la mattina ed essere riposata e piena di energie, preparare la lavatrice, svegliare le bambine, lavarle, allattare e preparare la colazione. Affrontare con serenità qualche capriccio o qualche mal di pancia. Pulire i pavimenti cantando con le cucciole al seguito e preparare un pranzo da chef, gustoso ed equilibrato. Poi riposino, merenda con i biscotti fatti in casa e gioco a volontà, attività manuali e alla sera bagnetto. Cena in famiglia, lettura di una storia e finalmente nanna. Ma il sogno è decisamente lontano dalla realtà. Senza contare poi che vorrei crearmi un lavoretto tutto mio, niente di pretenzioso, ma che mi faccia sentire soddisfatta, e poi fare a maglia, cucire i vestiti e creare i loro giocattoli.

Quand’ero piccola c’era un telefilm che si intitolava “Fantasilandia”. Chiunque si poteva recare su quest’isola magica e vivere il proprio sogno per un fine settimana. Un fine settimana da mamma perfetta… decisamente un gran fantasia!!!

Latte, amore di mamma

… il nostro modo speciale di mangiare. Quello di una bimba meravigliosa che ce la mette tutta per avere il suo latte e di una mamma che vive attaccata al tiralatte giorno e notte per non toglierle una bene così prezioso che lei cerca e ha il diritto di ricevere. Sono quasi due mesi che andiamo avanti così e ci vogliamo bene, ci amiamo e cresciamo bene. Tutto qui, volevo solo dedicare queste righe al mio piccolo amore!

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