Tag Archives: Vita Ecologica

(Italiano) #Sana2013 #Veganfest

 

(Italiano) Talmente ovvio

 

(Italiano) Mamma (quasi) green

 

(Italiano) Come risparmiare… anche parecchio (parte 2)

Come promesso eccomi  a scrivere la seconda parte di questa mia breve parentesi di economia domestica (tranquille poi torno ai miei “lavori”), per parlarvi di risparmio al femminile. Negli ultimi tempi, ma proprio ultimissimi, due rivoluzioni hanno decisamente cambiato delle abitudini decennali… l’altra volta parlavo dei costi di cerette e assorbenti… ecco qui la mia soluzione.

Partiamo dalla vera rivoluzione ecologica al femminile: le coppette mestruali. Forse sarò la millesima a parlarne ma questo non fa che confermare il fatto che si tratta veramente di un oggetto che cambia la vita di noi donne. Il mese scorso ho acquistato Lunette di un bel colore azzurro e col suo sacchettino carinissimo. In commercio esistono tante coppette e per sceglierla mi sono affidata al forum La Coppetta Mestruale che confronta misure, stili di vita ed esigenze diverse riportando molto esperienze. A parte la prima volta che mi ha fatto un certo effetto (tipo mal di stomaco), poi è andato tutto bene e nel giro di un solo ciclo ho imparato a posizionarla e usarla al meglio tanto che mi dimenticavo di averla. E’ una soluzione economicissima e super ecologica perchè non ti fa più produrre tutte quelle montagne di rifiuto non riciclabile. Si parla tanto delle tonnellate di pannolini per bambini ma anche le mamme non scherzano. In alternativa ci sono anche gli assorbenti lavabili ma per mia esperienza hanno una durata di vita molto più corta di una coppetta e poi bisogna lavarli a parte, mentre la coppetta basta bollirla a fine ciclo per sterilizzarla e il gioco è fatto. Insomma comoda, economica ed ecologica cosa volete di più?

Ma passiamo al problema due, decisamente più spinoso: la ceretta. Se nemmeno voi siete di origini Finlandesi allora tutti mesi (o qualcuna anche più spesso) vi ritrovate a risolvere il problema della depilazione. Prima andavo regolarmente dall’estetista ma visti i costi esorbitanti, ho pensato di farla in casa… anche la cera però costa per non parlare delle strisce già pronte all’uso, se ci aggiungete poi che si tratta di cera minerale, decisamente dovevo trovare un’alternativa. Vagando nel web ho scoperto una ricetta favolosa per fare la cera in casa; bastano miele, zucchero, un limone e un po’ d’acqua ed ecco arrivare il sistema di depilazione più economico, ecologico e persino dolce che ci possa essere. L’ho scovata sul blog de La Regina del Sapone, Liliana, una vera esperta in cosmetica, saponi e detergenti naturali fai da te, oltre che di ricette e di altre splendide idee. Io sono poco esperta però già la prima prova è andata bene. Ho fatto la cera la sera prima e poi in poco tempo gambe lisce come la seta. Io ho usato dell

(Italiano) Piccola coltivatrice cresce

 

(Italiano) La piccola coltivatrice

 

Shopping verde e solidale: il G.A.S. che non inquina

Dopo la mia visita quotidiana da Michela, mi sento particolarmente ispirata a parlare di un argomento che avevo in serbo da un pochino.

Da un paio di anni noi facciamo parte di un G.A.S., Gruppo di Acquisto Solidale. Per chi non li conoscesse i GAS sono gruppi di famiglie che si uniscono per acquistare in modo critico alcuni prodotti direttamente dai produttori andando così ad abbattere in modo sensibile il prezzo dei beni. Come cita l’homepage della Rete Nazionale di collegamento dei G.A.S.Gruppi di Acquisto Solidali nascono da una riflessione sulla necessità di un cambiamento profondo del nostro stile di vita. Come tutte le esperienze di consumo critico, anche questa vuole immettere una «domanda di eticità» nel mercato, per indirizzarlo verso un’economia che metta al centro le persone e le relazioni…” . I prodotti quindi che un gruppo decide di acquistare devono rispondere ad alcuni criteri. Devono essere biologici, ecologici, a km zero, provenire da aziende che operano in modo serio e responsabile. Ad esempio noi prendiamo la frutta e la verdura da una cooperativa che pratica l’agricoltura biologica, che da lavoro a persone svantaggiate e che opera a pochi minuti da casa nostra. Detersivi ecologici sia per la casa che per la persona, pasta, riso, farina, latticini, carni (per chi le mangia) tutti bio e prodotti in zona.

Questo sistema non permette solamente di risparmiare monete (in virtù delle grandi quantità e dell’assenza di intermediari), ma crea uno stile di vita attento ai più grandi problemi sociali. Chilometri zero significa aiutare le aziende di casa nostra ma anche evitare enormi via vai di camion che consumano tonnellate di carburante. Ecologico vuol dire dare una mano all’ambiente e a noi stessi che respiriamo detersivi e ci laviamo con detergenti non nocivi al nostro organismo. Biologico per me significa tornare al ciclo naturale delle cose, non solo assenza di pesticidi e altre schifezze, ma verdura solo di stagione e del luogo, mele di misure diverse e non giganti, misurate col calibro e lucidate con la paraffina.

L’aspetto che amo di più dei G.A.S. è la socializzazione. Tutte le settimane ci si ritrova in piazza tutti assieme per ritirare la merce, alle riunioni si discute dei prodotti e dei nostri stili di vita ma si ride e si scherza davanti ad una fetta di dolce o ad un buon vino (anche questo bio!!!). Tutti gli anni ci ritroviamo assieme a condividere un cena meravigliosa di cui parlerò più avanti. Insomma lo trovo un bel modo di vivere, responsabile, critico e ad alta socializzazione.

(Non dover andare di continuo al supermercato è decisamente un sollievo).

Aprire gli occhi!

Si sa, quando arrivano i bambini molte di noi iniziano a riflettere su temi come ecologia o biologico, perchè ci rendiamo conto che mai vorremo esporre i nostri piccoli  a tutte le schifezze che negli ultimi anni mangiamo e respiriamo. Nelle ultime settimane ho iniziato a leggere un nuovo blog di Michela, una mamma molto sensibile a ciò che riguarda la naturalità delle cose. Si tratta di A casa con la mamma, un blog che mi ha dato molto da riflettere soprattutto su quello che metto ogni giorno nel piatto.

Fra un paio di mesi inizierò lo svezzamento di Camilla e vorrei trovare il modo migliore per alimentarla facendola crescere sana e felice. Margherita sta crescendo con una dieta varia, frutta, verdura, legumi, cereali esclusivamente bio come pure i latticini e le uova, ma il mio “tormento” per così dire, sono il pesce e soprattutto la carne.

Ho sempre considerato i vegetariani come persone particolarmente sensibili alla vita degli animali, ma la consideravo una scelta “esotica” perchè in fondo siamo onnovori e se il buon Dio ci ha dato a disposizione la carne per poterla mangiare non c’era nulla di male. E forse se uno si ferma ad un pensiero superficiale il mio ragionamento non era da considerarsi così sbagliato. Ma quando ho scoperto di essere limitata sull’argomento e di avere decisamente torto, tutto il mio sistema alimentare/famigliare ha subito uno scossone, per non dire un vero e proprio terremoto. Non avevo mai visto il problema in termini di impronta ecologica, equità sociale e salute. Non sapevo che ci volessero circa sedici chilogrammi di soia per avere una bistecca di manzo, e quanta acqua, terre da coltivare per produrre mangimi col risultato di contribuire in modo pesante a portare la fame in intere aree del mondo e di disboscare patrimoni naturali.

Non ho mai mangiato molta carne, anzi giusto mio marito mi faceva notare che la cucino poco circa una volta la settimana, arriviamo a due solo se prendo del prosciutto cotto. Non parliamo del pesce poi che preparo, se mi ricordo di comprarlo, due volte al mese. Non mangio formaggi e non posso bere latte vaccino, giusto qualche yogurt. Insomma senza rendermene conto il mio stesso organismo mi ha dato un segnale, non facendomi sentire la necessità di prendere quei prodotti. Così ora sono alla ricerca di un modo sano per svezzare le mia bambolina ma anche per sfamare il resto della squadra. Spero che chi ci è già passata possa darmi qualche consiglio.

Lessons go on

I was a bit ‘distracted and I was neglecting one of the things I love more: the ecology and my “lessons” of washing. Today I am speaking of towels and bed linen to be washed in a washing machine without detergent. I put three tablespoons of baking soda (the one from a few cents in the supermarket) in the detergent dispenser with a scoop of sodium percarbonate and 100 ml of citric acid in 10% solution (100 grams per liter of water) in the pan ‘softening along with 4-5 drops of essential oil. I have tried bitter orange or lavender, and the result is great, but everyone can ‘choose what they like. The wash temperature is 50-60 degrees. I would like to specify that it is not casual experimentation methods that I use for some time. If I had to talk about something that I have not tried directly (like the tabs for the dishwasher) the more specific and indicate possible referral link. And speaking of cleaning today, I must continue my super reorganization of the house taking care of our bedroom because with all those clothes around now do not know where to go to sleep. I wonder if I’ll ever have a nice house organized … sometimes seems a mission impossible but I’ll have to complete in one way or another. A house clean, tidy but lived and full of memories.

Lavaggi… lavaggi

Devo assolutamente continuare le mie lezioni di sui detersivi. Oggi ho in serbo per voi una cosa veramente super. Girovagando per il web ho trovato una super ricetta per creare delle tabs per lavastoviglie. Ecco cosa vi serve per realizzarle:

300 gr di bicarbonato di sodio
acqua demineralizzata
1-2 cucchiai di sapone liquido di Marsiglia o di Aleppo
15-20 gocce di olio essenziale di arancio dolce (o qualsiasi altro a piacere)
stampi per il ghiaccio in silicone

Ed ecco qui il procedimento come è stato descritto in questo bel blog http://www.4blog.info/casaorganizzata/. ”Devi mescolare il bicarbonato con gli altri ingredienti ed aggiungere acqua mineralizzata quando basta a rendere leggermente fluido il composto, il minimo indispensabile per poterlo mescolare bene bene (ma proprio benissimo, perché è importante che tutti gli ingredienti siano amalgamati perfettamente). Dopo aver fatto la miscela ti basta colarla con il cucchiaio negli stampini di silicone e lasciare asciugare all’aria finché le pastiglie non sono completamente secche. A questo punto puoi tirarle fuori facendo pressione sul fondo e conservarle in una barattolo di vetro o di plastica, al riparo dall’umidità.” Io oggi devo procurarmi il sapone di marsiglia liquido e poi vi diro’ come è andata.

Nel frattempo qui continua a piovere e io e la mia bimba siamo un po’ recluse in casa. Speriamo che il tempo migliori così possiamo andare a giocare con le foglie gialle e marroni cadute dagli alberi e magari andare a mangiarci qualche castagna. Adoro l’autunno… lo so… lo già detto!

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