La nostra scelta educativa

Questa è la mia spiegazione ufficiale e definitiva sulla nostra scelta educativa. Sottolineo spiegazione e non giustificazione. Perchè di solito se fai qualcosa che esce dalla logica del (non)pensiero comune allora devi sempre essere pronta a giustificarti, quasi dovessi scusarti col mondo, come se stessi facendo qualcosa di sbagliato. Tutti mi chiedono il perchè lo faccio ma nessuno si chiede perchè non lo fa.

Tre anni fa, quando la tata aveva solo alcuni mesi, mi sono imbattutta in una bellissima bambola a casa di una nuova amica neomamma pure lei. Quando mi ha detto che si trattava di una bambola Waldorf che proveniva da un mercatino di una scuola steineriana io l’ho guardata come se avesse la faccia verde e le antenne e un mega punto interrogativo mi si era tatuato in fronte. Però quella bambola era veramente diversa dai giochi che ero sempre stata abituata a vedere, così decisi di iscrivermi ad un corso per realizzarne una.

Non è la trama di una soap ma il modo casuale in cui mi sono avvicinata alla pedagogia steineriana e ne sono rimasta rapita talmente da non poterne più fare a meno. Come se, dopo aver mangiato pasta in bianco per tutta la vita all’improvviso ti offrissero una cena preparata da Gordon Ramsay: impossibile tornare indietro. Dopo che io e mio marito abbiamo visitato una scuola, partecipato ad una loro festa e toccato con mano le attività manuali e didattiche che i bambini svolgevano li dentro non siamo più riusciti a pensare di mandare la nostra bimba (ora bimbe) in una scuola tradizionale. Parlare del metodo educativo in maniera approfondita è cosa grossa, ne avevo fatto un accenno qui, e mi riprometto di parlarne man mano che ne apprenderò in modo più profondo l’essenza. Ma i visi di quei bambini, la loro naturale predisposizione ad essere sereni non ha bisogno di conferenze o manuali per essere spiegata. Il tempo è la chiave, il tempo giusto per ognuno per fare qualcosa. Non è possibile che una classe di venticinque bambini cresca, maturi e impari simultaneamente. Il tempo, il ritmo con cui scorre la vita di un bambino farà la differenza quando sarà diventato adulto, un adulto equilibrato e soprattutto felice. Ho già parlato dei tempi dei bambini in un altro post, e continuo ad essere convinta che la strategia vincente (a lungo termine – mai perdere di vista la meta) sia osservare le necessità dei nostri figli senza anticiparle o tardarle per soddisfare invece le nostre (di solito a breve termine, “muoviti che faccio tardi!”).

Ecco la mia spiegazione, la mia necessità di voler considerare le mie bambine in modo unico, come persone uniche che hanno bisogno di essere cresciute mettendo in risalto il loro carattere e le loro qualità e non quelle che gli altri vorrebbero attribuire loro perchè “è giusto così”. Oltre a questa mia motivazione principale le scelta è avvenuta anche perchè lo stile generale di questa pedagogia, ciò che gli fa da sfondo, è esattamente quello che inconsciamente ho sempre fatto io. Vivere a contatto con la natura, apprezzare l’arte a la manualità, toccare con mano ciò che è reale e non un surrogato di plastica. Alimentazione biologica e mensa priva di carne e pesce, costruzioni in legno, alberi su cui arrampicarsi e quelle bellissime bambole sono infine la ciliegina su una meravigliosa torta chiamata libertà di esprimere il proprio potenziale come essere umano.

(non sono riuscita a risalire all’autore dell’acquerello, se ci fosse qualche problema di copyright lo prego di contattarmi e provvederò subito a rimuovere l’immagine, peraltro meravigliosa)

4 Thoughts on “La nostra scelta educativa

  1. …condivido la tua scelta…purtroppo la realtà italiana prevede costi altissimi per le famiglie che si vogliono avvicinare a queste scuole private…come al solito! :-(
    Io credo però che si possa fare molto anche in famiglia. Baci!

  2. mi piace tantissimo il tuo post! anche io come ti ho gia’ detto seguo da autodidatta la pedagogia steineriana…
    i miei figli non frequentano e non frequenteranno una scuola a questo indirizzo ma una normalissima scuola pubblica (e sono fortunata perche’ ne sono estremamente soddisfatta), il resto lo faccio a casa, anche perche’ diviene poi uno stile di vita e di pensiero che permea la reatà famigliare. Personalemente ho ammorbidito alcune posizioni che io definisco un po’ estreme, considerati tempi .. e la vita di oggi.
    Concordo pienamente sul fatto che il tempo sia la chiave come dici tu! oltre ad un profondo rispetto del bambino e della sua interiorità.
    a presto
    Ste

  3. caterina on 23 luglio 2012 at 13:36 said:

    Di sicuro se non si parte dalla famiglia frequentare quella scuola crea solo confusione. Io ho la fortuna di averla vicina a casa e i costi sono di poco superiori ad una scuola materna parrocchiale di paese, certo quando le rette saranno due.. per fortuna avevo messo da parte la liquidazione quando ho perso il lavoro!!!

  4. caterina on 23 luglio 2012 at 13:48 said:

    Infatti nessuno rispetta più i bambini in quanto tali! Spesso nemmeno ci accorgiamo della violenza psicologica che ciò che ci circonda fa a queste creature, quanti rumori, colori, azioni che loro non sono ancora in grado di metabolizzare, e molto spesso nemmeno noi adulti. Evviva i bambini!

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