Lady marmalade (fragole)

Arriva la bella stagione, arriva la buona frutta, è tempo di marmellate! Sapete che facciamo parte di un GAS quindi siamo molto attenti alla stagionalità dei prodotti: niente fragole o zucchine a Natale, niente cavolfiori o zucche a giugno. Finalmente è giunto il tempo delle fragole e segna per me l’inizio di una nuova stagione di marmellate che si concluderà ad autunno inoltrato con le mele. La tata questo inverno ha scoperto di adorare le più classica e, aggiungerei, salutare delle merende, pane e marmellata. Soprattutto se entrambi sono stati fatti dalla mamma.

Ma torniamo alle fragole. Credo sia la più golosa ed amata marmellata che ci sia. Personalmente l’ho sempre amata molto (anche se oggi si gioca il posto testa a testa con quella di pesche) così quest’anno anziché ordinarla dalla mamma ho deciso di provare a fare  anche questa da sola. Per me è scontato ma lo dico per tutti gli altri: noi mangiamo sempre ortaggi e frutta biologici ma in particolare le fragole le consiglio anche a chi di solito utilizza prodotti non bio. Questi frutti non hanno la buccia e sono una specie di spugnette che assorbono tutto quello che gli passa attorno e che non si riesce ad eliminare nemmeno con un disinfettante. Non usate la scusa del prezzo! Io le ho prese direttamente dalla cooperativa che le coltiva e credetemi che le ho pagate meno di quelle in offerta al supermercato. Più buone, più sane, più oneste ed eque per il prezzo pagato direttamente al produttore e non a mille intermediari.

Ora passiamo alla ricetta. Io ne ho fatti tre kg ma per comodità vi darò le dosi per singolo kg. Ingredienti: un kg di fragole bio, il succo di un limone bio, 400 g di zucchero di canna (bio!!). La ricetta tradizionale prevede che lo zucchero sia la metà della frutta ma usando lo zucchero grezzo di canna che ha un potere dolcificante più forte di quello raffinato bianco è sempre meglio abbassare la dose. Questo accorgimento vale anche se dovete fare ad esempio una torta.

Procedimento: sciacquare le fragole sotto l’acqua corrente per eliminare la terra, togliere il picciolo e tagliare a pezzetti. Mettere la frutta in una terrina assieme allo zucchero e al succo di limone, mescolare, e far riposare coperto da uno straccio per circa 12 ore (io di solito le preparo alla sera e le lascio riposare per tutta la notte). Passato il tempo mettere in una pentola e cucinare a fuoco basso per un’ora dal momento dell’ebollizione mescolando spesso e togliendo la schiuma che si formerà in alto con una schiumarola. Passate il tutto con passaverdura a grana non troppo fine e rimettete sul fuoco fino a che non sarà pronta. Per sapere se ha raggiunto la densità giusta (bollente vi sembrerà sempre troppo liquida) mettete un po’ del composto su un piattino, aspettate un attimino e vedete se i bordi della “macchia” sono ben definiti e se la marmellata se ne va ancora a spasso per il piatto. In questo caso bollite ancora per un poco. Versate poi il composto nei vasi sterilizzati ancora bollenti (io li metto un quarto d’ora in forno a 150°) inserendo prima un cucchiaio di metallo dentro per evitare che il troppo calore spacchi il vaso (poi lo togliete prima di chiudere). Potete usare anche un imbuto per versare così l’operazione sarà più “pulita”. Chiudete immediatamente il vaso con la sua capsula (sempre nuova, non si riutilizzano quelle vecchie), una volta terminato lasciate riposare i vasetti al buio coperti magari una calda coperta di lana. Nel corso delle ore sentirete i tappi fare “pop”: significa che sono andati sotto vuoto.

Prima di consumarla ho letto che sarebbe meglio aspettare qualche settimana (ma nulla vieta di assaggiarne un pochina!). Consiglio: è buonissima spalmata sul pane ai semi di lino. Datela ai vostri bimbi al posto di quelle terribili creme spalmabili con cacao e nocciole piene di grassi, piacerà di sicuro. Buona merenda (e buon lavoro)!

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