Notturno estivo

Il giorno, la notte, il sonno, la stanchezza, il tempo che impegnamo per gli altri e quello che resta per noi.

Mi sveglio tutte le mattine alle 6 e 30 per allattare la bambolina; se sono fortunata riprende sonno vicino a me altrimenti la giornata inizia a quell’ora. Alle 7 e 30 si sveglia la tata che corre in camera mia e mi chiede tutti i giorni dove sia il papà e io tutti i giorni le spiego che è appena andato al lavoro. Di solito tutto ciò sveglia la sorellina e così tutti in piedi. Sto con loro fino alle 18 e 30, non ho nessun aiuto, parenti o baby-sitter e colf, quando arriva papà ci si lava, si mangia e poi si tenta di metterle a letto prima possibile ma spesso la “grande” regge fino alle 22 (o più). A quel punto c’è un relitto di madre che naviga per casa e un marito che vuole cacciarla a letto per farla riposare. Ma in quale momento della giornata io trovo il mio spazio? Quando leggo un libro, scrivo un post (è mezzanotte passata), faccio il cambio di stagione o qualche pulizia più accurata? Spesso mi trovo sveglia fino a tardi per poter avere qualcosa di mio, per poter sentire di avere una vita di persona e di donna e non solo di mamma. Ma alle 6 del mattino la mia giornata ricomincerà e cinque ore di sonno non sono nulla per chi passa la giornata a sentire bambini piccoli piangere e lamentarsi, gridare e fare quello che fanno a quell’età. Così mi chiedo cosa sia giusto. Molte di noi hanno sacrificato la propria vita professionale per seguire i figli, e ci scontriamo ogni giorno con chi pensa che in casa non ci sia nulla da fare, con i “ah… ma tu non lavori” che rendono il nostro impegno continuo (ditemi un altro lavoro che si fa per 24 ore al giorno) ancora più pesante. Se a questo devo aggiungere anche la rinuncia a quei pochi gesti che mi fanno ancora sentire una persona degna di questa definizione, di me non rimane nulla se non un mare di gomitoli mai lavorati, una pila di maglioni ancora da inscatolare ed un esaurimento fisico e mentale.

Quindi, dormo per sopravvivere, o non dormo per potermi sentire viva?

2 Thoughts on “Notturno estivo

  1. ciao, l’interrogativo che ti sei posta mi è tanto tanto familiare…
    con due figli piccoli il dilemma è come trovarsi degli spazi vitali,in cui coltivare noi stesse…per mia esperienza posso dire che il riposo viene prima di tutto…perchè aiuta a recuperare le energie, e quindi a mantenerci in salute fisica e psicologica, a darci la lucidità necessaria per organizzare le nostre giornate e ricavarci i nostri spazi. E’ stato molto utile imparare ad accontentarmi, ovvero mi sono data delle priorità….tra tutti i miei hobby , interessi etc ho scelto quelli che mi stavano piu’ a cuore. Si tratta di un momento che passa, perchè i figli cresceranno ed avranno meno esigenze…’dare tempo al tempo’.
    Infine l’avere stabilito dei ‘ritmi’ nella giornata dei bambini(per i pasti, per il sonno etc) è stato di fondamentale importanza …anzi direi la chiave di tutto.
    (se hai voglia ho scritto dei post sul mio blog sul bambino piccolo, vedi tu)
    a prestooooo!

  2. ….ti sento stanca…
    Io ho la fortuna di lavorare ma so quanto sia estremamente più pesante stare a casa da sole tutto il giorno con 2 bimbe piccole. Il lavoro ti permette di staccare la testa, ti da la possibilità di prenderti uno spazio tuo, anche se magari il lavoro non è dei migliori! per lo meno i “costringe” a toglierti la tuta e pettinarti per renderti presentabile al mondo!
    Io in questi anni penso di aver trovato la soluzione “congelando” un pò i miei hobby, lo so è un sacrificio ma bisogna sopravvivere alla fatica e, personalmente, ho cercato di tenere le forze residue per il rapporto con mio marito…..ora che le bimbe son più grandi ricomincio a riappropriarmi delle mie cose anche se so che probabilmente non sarà più come prima.
    Secondo me bisogna un pò “rassegnarsi” a ralentare e a rinunciare, solo per qualche tempo………non credo a quelle mamme che dicono di avere sempre il tempo per tutto….
    Coraggio, le vacanze si avvicinano!

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