Talmente ovvio

… che bisogna avere la pelle blu e vivere in una galassia dispersa nell’universo per potersi permettere il lusso di dire Voglio bene al mio pianeta, è la mia aria, la mia essenza e vivo in simbiosi con esso! 

Cinematograficamente arrivo tardino, ma ultimamente le visite al cinema scarseggiano come i bikini al polo sud, ma dopo questa visione mille pensieri mi hanno affollato la testa. Finalmente ho avuto il tempo di noleggiarmi un film e guardarmelo in santa pace: Avatar. Ecco spiegata la faccenda degli uomini blu. La storia ok non è esattamente innovativa: ci sono i cattivi, i buoni, lui da una parte, lei dall’altra, si innamorano, lei si sente ingannata ma poi capisce e insieme salvano il pianeta. Bel finale, bella coppia (bello lui anche in versione puffica) ma bello soprattutto un particolare: il rapporto tra natura ed esseri umani (o Na’vi in questo caso). Una gratitudine sacrale, un rispetto puro nei confronti di ciò che ci permette di vivere. Però mai che questi argomenti vengano trattati all’interno della nostra galassia. Ci voleva il filmone da incassi record, con alieni annessi.

Non va di moda voler bene al pianeta Terra se non in modo superficiale. I soliti discorsi sulla raccolta differenziata e i pannelli solari, si ok va bene, ma quasi mai mi sono imbattuta in un sentimento di gratitudine per il pianeta che ci ospita e ci nutre.

Io amo la terra, amo il contatto con essa, amo i suoi abitanti, sono esseri viventi e vanno rispettati. La amo perchè ogni giorno mi nutre coi suoi frutti, mi offre paesaggi stupendi, aria da respirare, erba su cui camminare. IO AMO LA TERRA!

Pance, nascite e quello che ci sta in mezzo

Mattina, primi giorni di vacanza, io lavoro al pc, giochi sparsi per tutta la casa. E poi accade. Troppo silenzio, desertico, una scena alla Sergio Leone. Arriva lei con il suo metro e un centimetro… Maaaamma! Ma come escono i bambini dalla pancia … Con la freddezza di un marine rispondo… Chi vuole un gelato?!

Qualche giorno fa riflettevo su quello che la Tata assorbe dai suoi compagni di asilo. Per quanto noi li educhiamo in un certo modo e diamo loro il nostro esempio i figli, ovviamente, imparano (troppo?) da amichetti e co. Spesso mi lamento se lei ripete frasi o discorsi che io trovo inadatti ad una quattrenne, se le viene proposto ciò che io non ho scelto per lei. Poi l’illuminazione. Ho capito che la cosa poteva accadere al contrario. Sebbene io creda di fare il bene delle mie bimbe probabilmente anch’io propongo modelli che altri genitori non condividono.

Cosa hanno in comune questi due discorsi?!? A discapito del panico iniziale rispondere a mia figlia sarebbe stato molto semplice. Credo che dire a un bimbo la verità sia sempre la cosa migliore. Non servono grosse spiegazioni e un semplice Escono dalla patatina avrebbe pienamente soddisfatto la sua curiosità. Considero la nascita un magico evento naturale, come la gravidanza, la morte, la nudità. La Tata ha visto crescere la pancia con la sorella dentro, l’ha tenuta in braccio che aveva poche ore di vita, mi sembra normale che si sia domandata cosa sia successo tra i due eventi. So però che non tutti la pensano come me e che molti genitori, se mia figlia avesse poi raccontato la cosa a scuola, non avrebbero gradito. Ciò che diciamo o facciamo senza nemmeno pensarci finisce sempre col fare molta strada. La mia risposta non credo avrebbe danneggiato nessuno in questo caso, ma spesso quando non poniamo attenzione a ciò che diamo dovremmo essere consci che non facciamo del male “solo” ai nostri figli ma anche a quelli degli altri. Un po’ di sana collaborazione aiuterebbe tutti.

Ripensandoci poi mi è andata bene. Avrebbe sempre potuto chiedermi come i bimbi nella pancia facciano ad entrare!!!

La (mia) normalità distorta

Si, distorta è il termine più adatto per definire la mia normalità. Perchè se io donna di trent’anni (abbondanti), moderna, un po’ femminista, alternativa e in lotta col fisico dopo le gravidanze, vedendo la foto sopra ho fatto un sussulto, questo dimostra che nonostante l’emancipazione, l’università e il resto the big brother è riuscito a tarlarmi il cervello. Siamo onesti, chi non ha pensato come prima cosa vedendo la foto che il soggetto è un po’ in sovrappeso (per dirla con delicatezza, in realtà il nostro cervello ha detto “grassa”!). Che tristezza! E’ una bellissima ragazza, sicura di sé, occhi color del mare, capello perfetto per il luogo, spalle dritte, seno generoso, ma decine di anni di riviste, pubblicità e cataloghi hanno insegnato al mio cervello che una foto così è strana.

Specifico. Si tratta della nuova campagna pubblicitaria di H&M per i costumi da bagno linea curvy dalla taglia 46 in su… perchè al mare non ci vanno solo quelle con la 40! Bravi! Dopo aver scelto come testimonial per l’estate Beyoncé Knowles, che sulle sue curve ha costruito un impero, ecco una modella che rappresenta bene la realtà delle donne di oggi! Dopo quelle deprimenti foto di manichini che spesso mi danno l’idea di malsano e malaticcio, ecco arrivare con la stagione estiva il giusto calore. Speriamo di farci l’abitudine!

P.S. Pensiero numero 1: “Beh! Ma io sono mo(ooo)lto più magra!”… che nasconde, in verità, il pensiero numero 2: “Fossi io così sicura di me!”. Baci!

Normalità

Le mie bambine allattano le loro bambole che fanno pipì nei pannolini lavabili. La Tata lava un bavaglino e lo strizza sulle piante per non sprecare l’acqua. E’ ghiotta di uvetta e al mattino esordisce con “Grazie mamma, hai fatto la torta buonissima!”. Sa gettare le immondizie con naturalezza: la carta nel giallo, la plastica nel blu. Canta, canzoni di fiori, farfalle e leprotti e le insegna alla sorella. Il triciclo e il monopattino si devono fermare per fare rifornimento di… metano. Sanno che frutti e fiori nascono dai semi perchè li hanno piantati. Il più bel regalo che puoi fare loro è un pezzetto di impasto che alla sera ritrovo sul tavolo con un colorito un po’ scuro ma morbido ed elastico perchè lavorato con amore e determinazione. Non comprendono il senso della cattiveria, il perchè a un “Posso giocare con voi?” al parco giochi c’è chi risponde “NO”, ma la Tata fa spallucce e torna a correre per conto suo più perplessa che dispiaciuta. E non comprende nemmeno perchè qualcuno mangi le mucche o perchè per strada circolino camion di pulcini. Crede che i giocattoli li facciano le mamme e che i nanetti passino di tanto in tanto in questa casa.

Questa è la loro normalità, quella lontana dal biberon, dalla plastica, dagli omogeneizzati, le merendine, le Barbie, la televisione, l’inquinamento. A noi piace così!

Pedagogia steineriana

(questo post era stato pubblicato parecchio tempo fa ma causa un bombardamento di spam l’ho dovuto togliere e ripubblicare sperando che lo spam finisca)

La pedagogia nel lavoro di Rudolf Steiner occupa un posto di primaria importanza. Secondo lo studioso, ideatore dell’Antroposofia, il nostro corpo non è che un mezzo per portare a termine il compito che ogni individuo umano deve attuare sulla terra. Steiner identifica nei primi tre settenni della nostra vita il periodo in cui un essere umano può essere educato. In particolare nel primo settennio ognuno detiene all’interno del proprio corpo quelle forze che hanno operato in noi nella vita preterrena. Ecco quindi l’importanza di mantenere vive queste forze per tutta la vita, fare in modo che “il bambino nell’uomo non andasse perduto”. I tre settenni corrispondono a veri e proprio mutamenti fisiologici: la seconda dentizione verso i sette anni, in cui l’essere è principalmente corporeo-animico-spirituale; il raggiungimento della maturità sessuale verso i quattordici anni in cui l’essere è separatamente corporeo-animico e spirituale-animico. Infine verso i ventuno anni con il consolidamento definitivo di muscoli e scheletro l’essere si divide in tre parti distinte, corporeo, animico e spirtuale. Ognuna di queste fasi è così contraddistinta da uno sviluppo fisico e spirituale ben preciso che non devono assolutamente essere confusi nei modi o nei tempi, rischiando magari di anticipare attività inadatte all’età, col pericolo di intaccare l’armonico manifestarsi delle facoltà dell’animo umano: il volere, il sentire e, nel terzo settennio, il pensare.

Questi sono i concetti base su cui poggia l’enorme edificio pedagogico pensato da Steiner ormai un secolo fa. A chi si avvicina per la prima volta a questo metodo educativo consiglio la lettura di Educazione dei figli, edito da Mondadori, in cui sono raccolti stralci di alcune conferenze del filosofo. Si tratta di un testo relativamente semplice rispetto ad altre sue opere, di lettura non sempre facile, ideale per tutti i genitori che comprendono l’importanza di rispettare i tempi fisiologici di crescita dei propri figli senza quelle forzature che la società odierna intrisa di fretta, ci impone.

Per avere più informazioni su Rudolf Steiner, l’Antroposofia e le scuole potete dare un’occhiata a questo sito.

100

Pensavo a qualcosa di più eclatante! Pensavo e progettavo per il mio centesimo post qualcosa di grandioso tipo fuochi d’artificio, festa, un bel giveaway e chi più ne ha più ne metta. Invece negli ultimi tempi non ho avuto nemmeno la forza necessaria a scrivere qualche riga per far sapere che ci sono, che non me la sono filata, che sono semplicemente immersa fino al collo in una grande transizione, di quelle  che ti sballano la vita, che te la cambiano alla grande, una nuova fase. Finita quella di mamma h24 mi ritrovo a ridare un senso alle cose che prima avevo evitato nascondendomi forse proprio dietro a quella mammitudine.
Ho riscoperto la sensazione di avere un corpo che inizia e finisce con me stessa e non è il prolungamento di qualche altro essere umano. Ora ne sento di più la responsabilità. Prima lo scopo unico era nutrire qualcun’altro, ora è voler bene a me solo per me stessa e non perchè servo ad altri. Detto, fatto. Alla data odierna ho perso dieci kg. E si, ne avevo bisogno, no, non sono malata (come qualcuno ha sospettato… uhm…. invidia!?!). Mi sento un po’ più farfalla che si muove con meno problemi in giro per il mondo. Tutto questo per dire che non aveva senso disperarsi nella fase gravidanza-allattamento-rigravidanza-riallattamento, la natura sa quello che deve fare e da quando cerco di seguirla e rispettare i suoi ritmi le cose appaiono più semplici e positive.
Le torte… sembra in contraddizione con quello che ho appena scritto sul peso ma mi è nata una spasmodica mania e passione nei confronti delle torte. Ho scoperto che farle è terapeutico, una specie di sfogo nei momenti pesanti o difficili… ne preparo subito una… e cambio ogni volta… ho navigato la rete in lungo e in largo trovando ricette sempre più golose. Inutile dire che questa mia passione è stata molto apprezzata in famiglia e le nostre colazioni sono diventate allegre e piene di energia.
Le ortensie… le ho odiate per decenni e ora le amo alla follia. Ne ho acquistate cinque per la terrazza, di tipologie diverse e me le curo quasi fossero persone. Sono bellissime, semplicemente prima non le conoscevo. Mai fermarsi alle apparenze.
E ora… prendete un bel recipiente e metteteci dentro nell’ordine; 140 gr di zucchero di canna, 2 uova, 1 yogurt alla vaniglia, 1 bicchiere di olio di semi di girasole, mezza bustina (abbondante) di lievito e 250 gr di farina. Mescolate, versate in una tortiera imburrata e infarinata e mettete in forno caldo 160 gradi per circa 40 minuti. Quando è fredda decoratela con della glassa rosa e metteteci sopra un candelina accesa.
Soffiate con i vostri bimbi e festeggiamo tutti assieme il mio post numero 100!!!

Un uovo e la crisi che avanza

Non so voi ma quest’anno il cioccolato in casa nostra scarseggia (non che io mi metta a piangere per questo). Abbiamo appositamente richiesto ai nonni di non prendere uova alle bimbe ma alla fine nessuno le acquistate nemmeno tra amici e parenti. Sono arrivati tanti bei pacchettini tutti ornati con un bel ovetto Kinder e le bimbe hanno potuto così scartare qualcosa. La scorsa settimana sono andata con molta riluttanza al supermercato a prendere un uovo alle bimbe. All’inizio ero contraria ma poi mi sono immaginata la loro faccia trovandolo al mattino in soggiorno e mi sono decisa. Niente di sfarzoso o famoso… tanto lo sappiamo che quello che preferiscono e l’atto dello scartare. Comunque, ritornando al mio giro uova, sono rimasta a dir poco sconvolta e nauseata… sarà che vivo un po’ fuori dal mondo ma da quando un uovo per bambini costa più di 10 euro?!? Si e no 200 grammi di scarsissimo cioccolato con sorpresa made in china annessa venduti ad un prezzo anche sei volte superiore di quello di una tavoletta di cacao pregiato.

La crisi però ha risolto la questione e molti, visti i pacchetti ricevuti, hanno convenuto che spendere quelle cifre non valeva la pena, meglio un libretto o una maglietta e un piccolo ovetto simbolico. Io stessa a mia nipote ho fatto una crostata piena di cuoricini e con il suo nome sopra, una bella carta trasparente con fiocco colorato ed un ovetto in bella mostra.

Mentre pensavo di aver passato la Pasqua incolume dalle calorie, sta mattina faccio un saltino di fretta al supermercato (sempre lo stesso) per prendere dei kiwi. Avrò speso credo due euro al massimo ma mentre sto riponendo in borsa il portafoglio la cassiera tira fuori dalla magica borsa nascosta sotto la sua postazione un uovo grandicello e lo regala alla bambolina. L’ha preso tutta trionfante con le manine e non riusciva a contenere l’emozione. Uovo e bambina erano alti quasi uguali ma lei imperterrita se lo è portato in macchina da sola e non lo ha mollato nemmeno quando si è addormentata sul seggiolino. L’apertura a casa è stata una festa (se lo scopre sua sorella che era all’asilo…), la sorpresa per fortuna carina.

Insomma persino i negozi sono ridotti a regalarti le uova e se mettiamo da parte l’emozione di una bimba, non ci restano che l’amarezza per una crisi che non si ferma nemmeno davanti al cibo e 6 euro in tasca (quelli che avrei speso per l’uovo)!

… and the Oscar goes to…

Continua la mia rassegna di premi! Oggi, il secondo della settimana, tocca al premio di una mia lettrice a sorpresa, Camilla di Impronta di mamma, una neo blogger che propone temi interessanti (e anche belli tosti) sulla genitorialità, la pedagogia, con contorno di golose ricette.

So che dovrei assegnarlo a più di qualcuno e so che avevo promesso di avere due vincitrici, ma i premi distribuiti negli ultimi mesi sono stati più di uno e io preferisco assegnarli a chi leggo veramente. Per questa volta lo invio a Piacere di Conoscerti, una valanga di splendidi lavori manuali, a maglia, bambole Waldorf (che adoro) ricette e riflessioni sempre attuali. Lo leggo sempre con piacere!

Trovo il premio sempre un bel modo di ringraziare chi ci regala un po’ del suo tempo e della sua vita sul web. Grazie a chi me li ha assegnati e soprattutto grazie a chi mi permette ogni giorno di entrare nel suo mondo!

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Come cambiano le cose

Cambiamento… che parola imponente! Ma dall’inizio di quest’anno è ossessivamente presente nella mia vita. Stiamo uscendo da un periodo piuttosto scuretto; le bimbe hanno avuto un piccolo problema di salute: minimo, banale, risolto in una settimana ma prima di arrivare ad una diagnosi (dermatologica) abbiamo tribolato per un mese e mezzo che io personalmente ammetto di aver vissuto come un incubo.

Ed è qui che è scattata la scintilla. Quella che mi ha fatto dire basta al mio ruolo di madre vissuto in modo sacrificale e di conseguenza improduttivo. Non mi vergogno a dirlo ma sono stufa di cambiare pannolini, di pulire ogni momento dove passano e sporcano, di alzarmi e spostarmi di continuo perchè ogni cosa, ogni azione va aiutata… un bicchier d’acqua, prendere un giocattolo, lavarsi le mani… tutto richiede come minimo l’aiuto di un adulto per essere presi in braccio, alzati, aiutati a salire e chi più ne ha più ne metta. Per questo motivo ho scelto di cambiare registro, di dare una ventata di freschezza e sana novità alla mia vita e a quella della mia famiglia. Mamma torna a scuola!

No, non si tratta della scuola tradizionale (una laurea inutilizzata appesa al muro basta e avanza) ma di un corso molto impegnativo e molto professionale che ho iniziato a seguire da alcune settimane. Sarà molto importante per il mio rientro in società come amo definirlo, il mio ritorno alla vita normale, dopo questo periodo speciale (e unico) fatto di gravidanze, allattamenti, pappe, pannolini.

L’anno prossimo la bambolina comincerà la scuola dell”infanzia e mamma per quel momento vuole essere pronta a lanciarsi nella mischia. Ho in mente progetti personali, lavorare in proprio, da casa, per poter continuare a seguire nel modo adeguato la crescita delle mie cucciole, ma dando loro un bel esempio di donna soddisfatta e realizzata sia attraverso la maternità che attraverso le attività lavorative. Forse da oggi scarseggeranno i miei lavori manuali per dare spazio a riflessioni più personali, a racconti di vita, o forse no, forse la soddisfazione di avere un progetto ed una propria strada mi faranno creare ancora di più.

Solo il tempo ci potrà dare una risposta!

Destino

Si perchè ricevere due premi a distanza di otto minuti non è solo una coincidenza. Ed entrambe le blogger che me li hanno assegnati sentono la mia mancanza. Ultimamente abbiamo vissuto un periodo burrascoso ed intenso, ma alla fine molto proficuo. Non ho proprio avuto il tempo e la testa per scrivere su questo blog ma questi due segnali mi danno la carica giusta per ricominciare!
Allora andiamo in ordine cronologico… alle 21 e 34 minuti è arrivato il primo premio da parte di mcomemamma, ed io devo raccontarvi ben sette cose su di me e poi passarlo a qualche altra blogger.

1. Mi piacciono le etichette, guai se qualcuno me ne stacca una!
2. Ho una gatta di nome Gigetta che ha sette anni.
3. Sette come gli anni di matrimonio che festeggiamo in primavera.
4. Ho da poco iniziato un corso di cui parlerò però più avanti.
5. Adoro la raccolta differenziata.
6. Mi piace camminare…
7. … e ho appena bruciato le carote… troppo concentrata a scrivere!

Ora devo assegnare il premio… dunque di premi ne ho due quindi così ne assegnerò ognuno a due blogger. Le prime che scelgo oggi sono:

io imparo con la felicità, che mi riempie di spunti di riflessione e maghella di casa, un vulcano di idee che mi ha “insegnato” a fare una torta salata meravigliosa!!!

A domani con le prossime vincitrici!

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