Come risparmiare… anche parecchio (parte 2)

Come promesso eccomi  a scrivere la seconda parte di questa mia breve parentesi di economia domestica (tranquille poi torno ai miei “lavori”), per parlarvi di risparmio al femminile. Negli ultimi tempi, ma proprio ultimissimi, due rivoluzioni hanno decisamente cambiato delle abitudini decennali… l’altra volta parlavo dei costi di cerette e assorbenti… ecco qui la mia soluzione.

Partiamo dalla vera rivoluzione ecologica al femminile: le coppette mestruali. Forse sarò la millesima a parlarne ma questo non fa che confermare il fatto che si tratta veramente di un oggetto che cambia la vita di noi donne. Il mese scorso ho acquistato Lunette di un bel colore azzurro e col suo sacchettino carinissimo. In commercio esistono tante coppette e per sceglierla mi sono affidata al forum La Coppetta Mestruale che confronta misure, stili di vita ed esigenze diverse riportando molto esperienze. A parte la prima volta che mi ha fatto un certo effetto (tipo mal di stomaco), poi è andato tutto bene e nel giro di un solo ciclo ho imparato a posizionarla e usarla al meglio tanto che mi dimenticavo di averla. E’ una soluzione economicissima e super ecologica perchè non ti fa più produrre tutte quelle montagne di rifiuto non riciclabile. Si parla tanto delle tonnellate di pannolini per bambini ma anche le mamme non scherzano. In alternativa ci sono anche gli assorbenti lavabili ma per mia esperienza hanno una durata di vita molto più corta di una coppetta e poi bisogna lavarli a parte, mentre la coppetta basta bollirla a fine ciclo per sterilizzarla e il gioco è fatto. Insomma comoda, economica ed ecologica cosa volete di più?

Ma passiamo al problema due, decisamente più spinoso: la ceretta. Se nemmeno voi siete di origini Finlandesi allora tutti mesi (o qualcuna anche più spesso) vi ritrovate a risolvere il problema della depilazione. Prima andavo regolarmente dall’estetista ma visti i costi esorbitanti, ho pensato di farla in casa… anche la cera però costa per non parlare delle strisce già pronte all’uso, se ci aggiungete poi che si tratta di cera minerale, decisamente dovevo trovare un’alternativa. Vagando nel web ho scoperto una ricetta favolosa per fare la cera in casa; bastano miele, zucchero, un limone e un po’ d’acqua ed ecco arrivare il sistema di depilazione più economico, ecologico e persino dolce che ci possa essere. L’ho scovata sul blog de La Regina del Sapone, Liliana, una vera esperta in cosmetica, saponi e detergenti naturali fai da te, oltre che di ricette e di altre splendide idee. Io sono poco esperta però già la prima prova è andata bene. Ho fatto la cera la sera prima e poi in poco tempo gambe lisce come la seta. Io ho usato delle strisce di carte professionali ma se siete già pratiche Liliana consiglia di farsi le strisce con delle vecchie lenzuola.

Insomma sono solo due ideine ma che quest’anno mi hanno fatto risparmiare un bel po’, e ridurre di molto i rifiuti. Altre eco-idee al femminile? Fatemelo sapere. Buon risparmio!

(Liliana Paoletti ha scritto uno splendido libro Saponi e Detersivi Naturali veramente utile per pulizie e cosmesi a tutta ecologia – trovate più informazioni a riguardo sul suo sito).

Come risparmiare… anche parecchio (parte 1)

Una famiglia di quattro persone con un solo reddito (mamma ha perso il lavoro incinta della prima figlia), che si prende pure il lusso di frequentare una scuola steineriana,  non ha molto da ridere quando si parla di finanze. Ora, siccome il marito con tanto di barba non è ancora esperto nello svaligiare le banche è ovvio che per sfamare tutti siamo invece diventati degli espertissimi artisti da circo, ineguagliabili nei salti mortali. Se come noi vivete lo stesso brivido allora questo articolo non vi deluderà. 

Per iniziare a risparmiare dovete compiere prima una serie di piccole operazioni che io definirei oh my god, nel senso che sarà questa la frase che pronuncerete quando vi renderete conto di quanto ci costano alcune cose, per così dire, vitali. Si, perchè dopo aver rinunciato al superfluo come cene fuori, gite, palestra è possibile ridurre ancora la nostre uscite andando a toccare anche i beni necessari come ad esempio il cibo. Le semplici operazioni da fare sono il calcolo su base annua di quanto vi costa un determinato bene o servizio. Ad esempio noi consumiamo ogni giorno tre vasetti di yogurt. Acquistando una marca media sempre in offerta il tutto mi costa circa 1,05 € al giorno e rullo di tamburi…. sono circa 380 € all’anno…. oh my god…. Ve l’avevo detto che la frase era azzeccata. Vi risparmio un po’ di conti e vi dico che una donna spende circa 60 € di assorbenti, un bimbo 500 € in pannolini (non comprando le super marche), che per risparmiare i 400 € in cerette dall’estetista le facciamo in casa spendendone però comunque un centinaio in strisce pronte all’uso. Il pane… ah… il pane, non so in giro per il paese ma qui il prezzo al chilo si aggira sui 4,50… due chilogrammi a settimana per un anno fanno circa 500 €.

Ormai per noi è diventato un giochino… quando stiamo per comprare qualcosa magari solo un caffè, basta moltiplicare la spesa per un anno intero e lasciamo perdere. Molti si chiederanno a questo punto se per caso non mangiamo che i frutti dell’albero del vicino e beviamo l’acqua dalle pozzanghere. Tranquilli non è così. Ora vi do’ un paio di dritte che magari qualcuno già conosce e utilizza o che a qualcun’altro potrebbero fare comodo.

Non ho fatto esempi casuali ma ho preso in considerazione dei prodotti che hanno un margine di risparmio molto elevato. Lo yogurt, il pane, oltre a dolci, pizze, biscotti e grissini, ve li potete fare da soli a casa. Avevo già scritto altri post sull’autoproduzione ma non mi ero mai soffermata su quanto questa pratica ti possa far risparmiare non solo in termini ecologici ma anche economici. Io faccio il pane utilizzando la macchina e mi costa circa 70 cent al kg; se considero il costo dell’elettrodomestico, con il risparmio che ho ricavato non andando più in panificio, l’ho ammortizzato in circa 6 mesi… e oltre al pane faccio focacce e la pizza che ormai è diventata una consuetudine della domenica sera (se penso alle pizze da asporto che prendevamo regolarmente… quante spese!!!). La produzione di yogurt si è limitata ad alcuni esperimenti, peraltro ben riusciti, diciamo che la inserirò tra i buoni propositi per l’anno nuovo, ma anche questa costa un litro di latte a settimana. Oltre a questo faccio marmellate e conserve e cerco sempre di non acquistare prodotti lavorati ma solo materie prime per farmeli in casa. Fate un po’ di conti e ditemi  se trovate altri alimenti che si possono realizzare in casa. Un altro consiglio che vi posso dare è aderire ad un Gruppo di Acquisto Solidale. Ve ne ho già parlato qui e ve lo ricordo perchè è un’azione molto utile per risparmiare, non inquinare e fare comunità. Alla prossima con consigli risparmiosi per questioni femminili.

San Martino

San Martino, san Martino, san Martino va, tra la pioggia e il vento, il suo cavallo va forte e contento. Martino con coraggio va, ed il suo mantello caldo gli dà.

Lì vicino, sulla neve, un vecchietto c’è, quasi nudo egli è, e dice al santo con voce di pianto. Aiutatemi, io bisogno ho, altimenti per il freddo gelerò.

San Martino, san Martino, san Martino il suo cavallo fermò e presso il vecchietto sì arrestò. Lucente spada nel pugno afferrò, e il suo mantello in due parti tagliò.

San Martino, san Martino, il vecchietto col suo mantello coprì, così il poveretto caldo sentì. Col cuore contento voleva ringraziar, ma san Martino umilmente riprese a cavalcar.

Dedicata alla mia bambina che in questi giorni ha riscaldato la nostra casa con i suoi e la luce della sua lanterna. Buon san Martino a tutti voi!

Giochi diversi

Diversi da che cosa? Odio la parola diversa ma ormai seguendo la pedagogia steineriana mi sono abituata ad essere definita diversa o alternativa. Quindi se la normalità è rappresentata da giochi che non stimolano per nulla la fantasia del bambino, se è tutto un susseguirsi di plastica, Winx, Barbie, Ben 10, o peggio ancora video giochi violenti (e con violenti non mi riferisco solo agli sparatutto ma a tutte le immagini veloci che violentano la mente dei bambini… e anche la nostra), se tutto ciò è la norma allora siamo ben felici di appartenere all’eccezione. Il giocattolo dovrebbe sempre avere un finale aperto, dovrebbe lasciare al bambino la libertà di dargli un senso. All’asilo della tata non ci sono i giocattoli tradizionali, c’è la casetta, le bambole e tantissimi pezzi di legno che durante l’anno diventano i più svariati oggetti e vengono utilizzati in moltissimi modi. Ne abbiamo alcuni anche a casa, li sta realizzando proprio la tata assieme al suo papà un po’ alla volta: si toglie la corteccia ad un piccolo tronco, lo si affetta in misure diverse e poi si levigano tutti i pezzi con una carta vetrata a grana molto fine… ma di questi parlerò in un altro momento.

Tutti questi legni diventano case e ambientazioni di vario genere ma ci mancavano sempre degli inquilini. Così ecco spuntare le prime due. Sono arrivate qualche settimana fa. Sono delle pecorelle realizzate a ferri. Io adoro gli animali fatti così, o persino scoperto che questa tecnica/mania di realizzarli in Giappone va alla grande e viene chiamata Amigrumi. I pattern li ho acquistati sulla botteghina Etsy di mamma4earth e ce ne sono davvero tanti. Ne ho presi un paio e ho già comperato un bel gomitolo rosa, scelto dalle bambine, per realizzare un nuovo compagno alle due pecore: il colore ve l’ho detto, ci aggiungo che è bello grassottello e si rotola nei posti peggiori. Avete indovinato? A presto con altre creazioni ed altri pensieri.

Angeli

Continuo con la galleria dei miei lavori. Questo angelo è apparso sopra il letto della tata qualche giorno dopo l’inizio della sua avventura a scuola. E’ lì per proteggerla e farle fare bei sogni.

Si tratta di un lavoro che realizzano le mamme dei bimbi nuovi durante i primi giorni dell’inserimento. Si passa un po’ di tempo assieme per conoscersi meglio e si comincia ad entrare nello spirito delle scuola e della pedagogia proprio attraverso il fare, e ancor meglio, il fatto di realizzarlo per i propri figli.

L’angelo è realizzato in pannolenci di lana (non sintetico), maglina di cotone, lana cashmere per i capelli e imbottitura in lana di pecora. E’ molto importante che la bambina trovi questa figura appesa sopra il suo letto da sola, non è un regalo che va incartato o dato, non va detto chi l’ha fatto o dove, arriva da solo per occuparsi di lei. All’inizio era un po’ perplessa e la prima notte aveva anche un po’ paura, ma ora è felice, e non dormirebbe bene se non fosse presente il suo amico.

Lavori in corso

E’ ufficiale, questa scuola non fa bene solo a mia figlia ma anche alla mamma. Da quando abbiamo cominciato (ops… volevo dire ha cominciato), i lavori fervono dentro casa. Ho preso in mano tutti quei progetti iniziati nel paleozoico e mai finiti. Ho guardato la mia casa è ho detto così non va bene, e lavori anche lì. Poi mi vengono in mente di continuo cose nuove e la lista delle cose da fare, che vorrei fare, si allunga. Purtroppo non il tempo a disposizione col risultato che molti impegni (dal blog alle lavatrici) sono stati trascurati. Per farmi perdonare nei prossimi giorni vi farò una galleria delle mie creazioni. Ed ecco fotografata sopra la prima.

Questa è l’ultima nata in casa nostra. Si tratta della nuova amica della mia bambolina che le ha subito dato un nome Bamba… nulla di esotico, si tratta invece di una cosa più importante, la sua prima parola (che non sia mamma o pappa), il primo oggetto che ha definito. Se occorre la traduzione direi che vuol dire semplicemente bambola. Come molti avranno notato si tratta di una bambola steineriana. E’ realizzata in maglina di cotone e ciniglia, imbottita in lana naturale e la cuffietta è fatta a ferri. Il suo vestito fisso la rende adatta a bambine e bambini dagli uno ai quattro anni che non sono ancora in grado di cambiarle i vestiti. I tratti somatici, che riprendono quelli del bimbo a cui sono destinati, sono appena accennati e permettono alla sua mammina di immaginare il suo stato d’animo. Ma soprattutto è realizzata a mano, con tanto amore, nelle ore notturne, una sorta di particolare gestazione.

Forse la mia descrizione si è rivelata un po’ da catalogo, ma si tratta di un oggetto che adoro e che merita un po’ di pubblicità (educativa). Io personalmente ho imparato a fare le bambole un paio di anni fa da una signora bravissima, un’esperienza interessante, che a suo tempo mi ha fatto conoscere la pedagogia steineriana. Se volete approfondire l’argomento non posso non consigliarvi il libro di Karin Neuschütz Bambini e Bambole, utile non solo per imparare a realizzarle, dalle più semplici alle più elaborate, ma perchè parla, nella prima parte del rapporto tra bambini e giocattoli dando anche dei buoni spunti di riflessione.

Spero di essere perdonata per la mia lunga assenza… magari addolcitevi guardando la faccina su in alto.

Impegni

Che parolona! Scrivo poco oggi e l’ho fatto anche nelle ultime settimane perchè l’assetto familiare modificato dall’inizio della scuola mi ha impegnato molto, soprattutto il cervello. Ho molte cose da raccontare sull’esperienza di mia figlia, sulla bambolina che ha imparato a camminare, su di me che corro su è giù per la provincia in macchina per accompagnare la tata e sui lavori che ho fatto in questo periodo. A tutto si è aggiunta una brutta infreddatura che mi ha rintronato il cervello peggio di un’influenza vera e propria. Decisamente non connetto, così vi mando un saluto e vi do appuntamento a breve!

Testarda

Non si tratta dell’ultimo successo di una cantante italiana ma del mio aggettivo preferito, quello che quando me lo sento dire (come critica), io considero un grandissimo complimento. Scrivo ispirata dal tema del mese di genitoricrescono, genitori contro tutti. Perchè ammettiamolo, lì fuori è proprio una guerra, fatta di scontri e di battaglie che perdureranno nei secoli. C’è sempre stata e sempre ci sarà. Nessuno vincerà mai il Nobel per la Pace per aver messo fine alla diatriba genitori/resto del mondo… peggio di una partita a Risiko. E per genitori non si intende l’insieme di questi ma una singola coppia mamma-papà che si trova a dover discutere e giustificare ogni respiro che compie il proprio figlio e ogni pensiero a lui rivolto.

Elenco: se non allatti sei egoista e tuo figlio resterà traumatizzato a vita, se allatti per due anni sei egoista e tuo figlio resterà traumatizzato a vita . Se pulisci bene casa non hai altro di meglio da fare nella vita, se non riesci a pulire trascuri la casa. Se stai a casa a crescerti i figli sei una casalinga fallita senza aspirazioni, se lavori tutto il giorno fuori casa sei una sconsiderata carrierista che non pensa alla famiglia. Se cominci a svezzare con la carne dovevi usare il pesce, se usi il pesce… era meglio la carne. Se lo prendi troppo in braccio lo vizi, se non lo fai poverino perchè lo lasci piangere così. Se impara a contare presto hai bruciato una tappa fondamentale della crescita se non lo fa resterà indietro a vita.

Era impossibile allattare la bambolina, non si attaccava bene, faceva il disastro e i dolori erano tremendi. Smetti che perdi tempo, non ne vale la pena, tanto è uguale. Per due mesi mi sono tolta il latte dieci volte al giorno per darglielo e man mano che le settimane passavano la bambina prima si faceva una poppata al seno al giorno, poi due e magicamente un giorno ho messo in scatola il tiralatte.

So di fare molte scelte importanti controcorrente per quel che riguarda la crescita della mie bambine. La scuola, l’alimentazione, i giochi e tutti i giorni mi scontro con qualcuno che critica il nostro modo di educare e di vivere. Io non combatto più di tanto lo trovo inutile, chi vuol capire lo fa, e gli altri che continuino pure per questa corrente comune che a guardarci attorno ci sta mandando solo in rovina. E non mi arrabbio anche perchè ho capito che chi mi critica, chi critica la scelta di un genitore e forse solo un po’ invidioso della nostra fermezza, della nostra sicurezza nel prendere una strada, perchè molti al giorni d’oggi, in qualsiasi contesto, non lo sanno fare e prendono per buono quello che fa la massa.

Essere testarda mi ha aiutata molto, perchè nel delicato mestiere di genitore basta poco, una critica, un commento, per farci rendere dubbiosi del nostro operato. Il mio istinto mi ha sempre dato ragione e anche quando non ottenevo il risultato sperato, mi ha sempre guidato nel modificare in corsa la rotta.

Quando da piccoli io e mio fratello ci intromettevamo nei discorsi dell’altro mia mamma diceva, avvocato non chiamato con un calcio fu pagato… peccato sia solo un modo di dire!!!

Questo posto partecipa al blogstorming.

Il mio primo incontro di classe

Wow! Che emozione, finalmente è iniziato l’anno scolastico e sono stata al mio primo incontro di classe. Ci siamo trovati prima tutti i genitori della scuola assieme ai maestri per le presentazioni e alcune informazioni pratiche. Li in mezzo a tanta gente mi sentivo io al primo giorno di scuola, sembrava di essere alla prima lezione di un nuovo corso universitario dove tutti si scrutano e si chiedono come sarà… soprattutto noi nuovi arrivati. 

Quando ci siamo spostati dentro le aule ed ho visto la stanza dove mia figlia passerà i prossimi tre anni (più avanti anche insieme alla sorella), mi sono commossa. Non l’avevo mai vista “arredata” perchè i colloqui precedenti erano avvenuti durante il periodo delle manutenzioni estive. Chi ha già messo piede anche solo una volta per una festa in una scuola steineriana conosce bene l’emozione che una classe d’asilo può dare: sembra di stare ancora nell’utero materno. Pareti sfumate color rosa e albicocca, teli rosa che come delle vele coprono il soffitto, legno, quello vero, quello di mobili, pavimento e costruzioni. La casa per giocare, le bambole nelle loro culle, l’angolo delle fiabe e soprattutto il tavolo delle stagioni che attende di essere completato per l’arrivo dei bambini.

Siamo stati accolti come in una casa e di fatto è proprio questo che quella stanza vuole essere, una casetta per i nostri bimbi. Loro non utilizzeranno altre stanze, niente mensa, stanza per giocare, stanza per dormire e chi più ne ha più ne metta. Solo la loro casetta dove fare tutto, giocare, cantare, mangiare, ascoltare, sentire.

L’incontro è stato tranquillo, rilassato ma intenso. Genitori desiderosi di imparare, conoscere e crescere per migliorare la vita propria e quella del figlio. Sembra di conoscersi tutti da sempre. La maestra ci ha raccontato un po’ di cose sui bambini che comporranno la classe, ha ribadito l’importanza del lavoro coerente che famiglia e scuola devono portare avanti e ha cominciato a parlarci in concreto della pedagogia e delle attività che i bambini vivranno quest’anno passando di “festa in festa”.

Ho capito che l’impegno sarà grande. Incontri pedagogici ogni quindici giorni, incontri di classe tutti i mesi, attività artistiche e culturali a non finire, turni di pulizia delle aule, del giardino, preparazione delle feste. Questa scuola è nostra è anche un po’ mia, niente è calato dall’alto, non ci sono le classiche figure autoritarie (presidi, direttori…), la famiglia non vive passivamente ciò che la scuola propone, ma è parte integrante di essa.

Ho l’impressione che sia cominciata un’esperienza meravigliosa non solo per la mia bambina ma per tutti noi che avremo l’occasione di mettere in discussione quello che siamo stati fino ad oggi.

Ora non mi resta che completare il corredino (devo ancora fare il grembiule), prendere per mano Margherita e sostenerla nel suo percorso di crescita. Buona scuola a tutti!

Il “vero” Capodanno

In quei pochi sereni anni che separano la fine dei tuoi studi all’inizio della scuola dei tuoi figli, ti convinci che progetti, buoni propositi, organizzazioni varie, comincino il giorno 1 del mese di Gennaio.  Fregata!!! Il “vero” Capodanno è in realtà alla fine dell’estate quando devi pensare ad una nuova routine per tutta la famiglia. Da quando mi sono laureata non arrivare più angosciati a questo periodo dell’anno era un vero sollievo, ora mi sembra peggio di prima. Altro che compiti delle vacanze, pensare al nuovo assetto nel quale questa famiglia si ritroverà a vivere è peggio di un esame. Dovrò imparare a conciliare un marito che lavora, una figlia che va alla materna e una bambolina che resta attaccata alla mamma… e magari anche i miei interessi ogni tanto. La tata non andrà alla scuola in paese (che sta a 200 metri da casa) ma sapete già che frequenterà una scuola di metodo steineriano che seppur non eccessivamente lontana mi costringerà tutti i giorni a salire in macchina e stare almeno venti minuti sulla strada provinciale nel traffico delle 8. Idem alle 13 (perchè il primo anno te li cacciano a casa ancora prima di aver ingoiato l’ultimo boccone del pranzo)… si le 13 esattamente l’ora in cui da secoli il marito è in pausa pranzo a casa… pausa trasferita in ufficio… famiglia che non pranza più assieme. Ma ho comunque una bimbetta (e io mamma) da sfamare…. sempre in quell’ora!!! A rileggermi sono già stressata prima di cominciare (e sarà così fino alla fine delle scuole medie). Aggiungiamoci poi che dovendo alzarsi entrambe le bimbe presto al mattino, visto che la bambolina deve comunque venire con me ad accompagnare la sorella, sarà consigliato cenare ad un orario da bimbi quindi di nuovo senza papà. Ne consegue che il fulcro della nostra giornata insieme sarà la colazione, ricca, energetica, lenta. Cambierà tutto e non so se sono pronta. A volte credo che a spaventarmi non sia il fatto che la mia bimba sia cresciuta e cominci la scuola quanto piuttosto che io sia diventata un genitore in una scuola. E’ uno step di crescita anche per me, una sottolineatura più netta del mio essere ormai più che adulta… e ovviamente non mi ci sento.

Da quest’anno quindi il Capodanno ritorna a Settembre ma più che progetti e propositi questa volta mi ci vuole un corso di sopravvivenza… aiutatemi!

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