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A grande richiesta

… magari non proprio così grande… comunque sono ritornata qui nella mia oasi personale, il mio bel prato, stanca per un anno difficile ma pronta a ricominciare bene e a riprendere in mano tutti i progetti incompiuti. E l’inizio della scuola, questa volta per entrambe (e sì è cresciuta anche la bambolina!) è un buon movente per darsi da fare. Domani riunione all’asilo e poi via… tante cose girano per la testa bisogna tirarle fuori rendendole concrete. Buon ritorno a scuola a tutti.

Torniamo all’elenco

Si lo so ciclicamente sta storia dell’elenco salta fuori, ma continua a dare i suoi frutti, perchè smettere allora? Ultimamente il depennare le voci dalla mia lista, più virtuale che cartacea, sta diventando più di un semplice modo per organizzarsi e mandare avanti le varie faccende, diciamo che ormai lo considero una terapia. Una mia nuova filosofia di vita … decluttering, lo chiamano così in rete, nei blog, sui vari social. Una parola moderna per un concetto decisamente molto più vecchio: liberarsi da ciò che non ci serve realmente, trovargli una nuova collocazione, mettere ordine e far sparire quello che ci impedisce di andare avanti. Perché lo sappiamo bene ormai da tempo che il dentro e il fuori vanno di pari passo. Quei soprammobili che odiamo così tanto e sappiamo di dover far sparire in realtà recano disturbo più all’anima che alla libreria. Così per non sbagliare mi sono messa in testa di “declutterare” (si potrà dire così?!?) su più fronti tanto per essere sicuri di non lasciare nulla al caso. Una casa piena di oggetti da far emigrare, un fisico pieno di tossine da mandare in vacanza e una mente da svuotare dai pensieri pesanti. Mobili che si spostano, libri da leggere, frutta e verdura come se piovesse e moltissimi post in arretrato da mettere nero su bianco compresa qualche ricettina in arrivo nei prossimi giorni. Tante cose da su cui scrivere, il lavoro, il mio esperimento nel mondo del crudismo, il mio nuovo ufficio in costruzione… mi sembra l’anteprima di un film… ecco è un trailer delle prossime puntate autunnali… sono stata abbastanza accattivante?

100

Pensavo a qualcosa di più eclatante! Pensavo e progettavo per il mio centesimo post qualcosa di grandioso tipo fuochi d’artificio, festa, un bel giveaway e chi più ne ha più ne metta. Invece negli ultimi tempi non ho avuto nemmeno la forza necessaria a scrivere qualche riga per far sapere che ci sono, che non me la sono filata, che sono semplicemente immersa fino al collo in una grande transizione, di quelle  che ti sballano la vita, che te la cambiano alla grande, una nuova fase. Finita quella di mamma h24 mi ritrovo a ridare un senso alle cose che prima avevo evitato nascondendomi forse proprio dietro a quella mammitudine.
Ho riscoperto la sensazione di avere un corpo che inizia e finisce con me stessa e non è il prolungamento di qualche altro essere umano. Ora ne sento di più la responsabilità. Prima lo scopo unico era nutrire qualcun’altro, ora è voler bene a me solo per me stessa e non perchè servo ad altri. Detto, fatto. Alla data odierna ho perso dieci kg. E si, ne avevo bisogno, no, non sono malata (come qualcuno ha sospettato… uhm…. invidia!?!). Mi sento un po’ più farfalla che si muove con meno problemi in giro per il mondo. Tutto questo per dire che non aveva senso disperarsi nella fase gravidanza-allattamento-rigravidanza-riallattamento, la natura sa quello che deve fare e da quando cerco di seguirla e rispettare i suoi ritmi le cose appaiono più semplici e positive.
Le torte… sembra in contraddizione con quello che ho appena scritto sul peso ma mi è nata una spasmodica mania e passione nei confronti delle torte. Ho scoperto che farle è terapeutico, una specie di sfogo nei momenti pesanti o difficili… ne preparo subito una… e cambio ogni volta… ho navigato la rete in lungo e in largo trovando ricette sempre più golose. Inutile dire che questa mia passione è stata molto apprezzata in famiglia e le nostre colazioni sono diventate allegre e piene di energia.
Le ortensie… le ho odiate per decenni e ora le amo alla follia. Ne ho acquistate cinque per la terrazza, di tipologie diverse e me le curo quasi fossero persone. Sono bellissime, semplicemente prima non le conoscevo. Mai fermarsi alle apparenze.
E ora… prendete un bel recipiente e metteteci dentro nell’ordine; 140 gr di zucchero di canna, 2 uova, 1 yogurt alla vaniglia, 1 bicchiere di olio di semi di girasole, mezza bustina (abbondante) di lievito e 250 gr di farina. Mescolate, versate in una tortiera imburrata e infarinata e mettete in forno caldo 160 gradi per circa 40 minuti. Quando è fredda decoratela con della glassa rosa e metteteci sopra un candelina accesa.
Soffiate con i vostri bimbi e festeggiamo tutti assieme il mio post numero 100!!!

Come cambiano le cose

Cambiamento… che parola imponente! Ma dall’inizio di quest’anno è ossessivamente presente nella mia vita. Stiamo uscendo da un periodo piuttosto scuretto; le bimbe hanno avuto un piccolo problema di salute: minimo, banale, risolto in una settimana ma prima di arrivare ad una diagnosi (dermatologica) abbiamo tribolato per un mese e mezzo che io personalmente ammetto di aver vissuto come un incubo.

Ed è qui che è scattata la scintilla. Quella che mi ha fatto dire basta al mio ruolo di madre vissuto in modo sacrificale e di conseguenza improduttivo. Non mi vergogno a dirlo ma sono stufa di cambiare pannolini, di pulire ogni momento dove passano e sporcano, di alzarmi e spostarmi di continuo perchè ogni cosa, ogni azione va aiutata… un bicchier d’acqua, prendere un giocattolo, lavarsi le mani… tutto richiede come minimo l’aiuto di un adulto per essere presi in braccio, alzati, aiutati a salire e chi più ne ha più ne metta. Per questo motivo ho scelto di cambiare registro, di dare una ventata di freschezza e sana novità alla mia vita e a quella della mia famiglia. Mamma torna a scuola!

No, non si tratta della scuola tradizionale (una laurea inutilizzata appesa al muro basta e avanza) ma di un corso molto impegnativo e molto professionale che ho iniziato a seguire da alcune settimane. Sarà molto importante per il mio rientro in società come amo definirlo, il mio ritorno alla vita normale, dopo questo periodo speciale (e unico) fatto di gravidanze, allattamenti, pappe, pannolini.

L’anno prossimo la bambolina comincerà la scuola dell”infanzia e mamma per quel momento vuole essere pronta a lanciarsi nella mischia. Ho in mente progetti personali, lavorare in proprio, da casa, per poter continuare a seguire nel modo adeguato la crescita delle mie cucciole, ma dando loro un bel esempio di donna soddisfatta e realizzata sia attraverso la maternità che attraverso le attività lavorative. Forse da oggi scarseggeranno i miei lavori manuali per dare spazio a riflessioni più personali, a racconti di vita, o forse no, forse la soddisfazione di avere un progetto ed una propria strada mi faranno creare ancora di più.

Solo il tempo ci potrà dare una risposta!

Mamma (quasi) green

Sono anch’io un mamma (quasi) green. Se volete leggere la mia intervista su BabyGreen cliccate qui! Buona ecologia a tutti!

The Versatile Blogger

Ho vinto un premio… fa sempre piacere… un bel regalo nel periodo natalizio! Felice di essere stata premiata da Cinzia di Dolci da sogno (e sono veramente da sogno, altro che le mie due ricettine, questi sono bellissimi) devo assegnarlo ad altri 15 blog dopo avervi svelato 7 cose su di me.

  1. adoro fare a maglia, mooooolto rilassante
  2. sono un disastro nelle faccende domestiche
  3. altrettanto disastrosa nella cura delle piante
  4. non mangio carne
  5. mi piacciono i gatti
  6. ho messo via la televisione
  7. ho da poco dipinto una parete del salotto di verde

E ora devo assegnare i premi… rullo di tamburi… the winner is… (anzi… are)

a zonzo per idee
let’s patch it up
mammagari
vita a impatto 1
potatoes’ mum
pane, amore e creatività
baby talk
mcomemamma
il giardino segreto
vita piena – al femminile ;)

Si lo so non sono 15 ma volevo premiare chi leggo, conosco e ho tempo di apprezzare così mi sono limitata a 10… pochi ma buoni, veramente! Buona lettura dei loro blog!

Notturno estivo

Il giorno, la notte, il sonno, la stanchezza, il tempo che impegnamo per gli altri e quello che resta per noi.

Mi sveglio tutte le mattine alle 6 e 30 per allattare la bambolina; se sono fortunata riprende sonno vicino a me altrimenti la giornata inizia a quell’ora. Alle 7 e 30 si sveglia la tata che corre in camera mia e mi chiede tutti i giorni dove sia il papà e io tutti i giorni le spiego che è appena andato al lavoro. Di solito tutto ciò sveglia la sorellina e così tutti in piedi. Sto con loro fino alle 18 e 30, non ho nessun aiuto, parenti o baby-sitter e colf, quando arriva papà ci si lava, si mangia e poi si tenta di metterle a letto prima possibile ma spesso la “grande” regge fino alle 22 (o più). A quel punto c’è un relitto di madre che naviga per casa e un marito che vuole cacciarla a letto per farla riposare. Ma in quale momento della giornata io trovo il mio spazio? Quando leggo un libro, scrivo un post (è mezzanotte passata), faccio il cambio di stagione o qualche pulizia più accurata? Spesso mi trovo sveglia fino a tardi per poter avere qualcosa di mio, per poter sentire di avere una vita di persona e di donna e non solo di mamma. Ma alle 6 del mattino la mia giornata ricomincerà e cinque ore di sonno non sono nulla per chi passa la giornata a sentire bambini piccoli piangere e lamentarsi, gridare e fare quello che fanno a quell’età. Così mi chiedo cosa sia giusto. Molte di noi hanno sacrificato la propria vita professionale per seguire i figli, e ci scontriamo ogni giorno con chi pensa che in casa non ci sia nulla da fare, con i “ah… ma tu non lavori” che rendono il nostro impegno continuo (ditemi un altro lavoro che si fa per 24 ore al giorno) ancora più pesante. Se a questo devo aggiungere anche la rinuncia a quei pochi gesti che mi fanno ancora sentire una persona degna di questa definizione, di me non rimane nulla se non un mare di gomitoli mai lavorati, una pila di maglioni ancora da inscatolare ed un esaurimento fisico e mentale.

Quindi, dormo per sopravvivere, o non dormo per potermi sentire viva?

Scelte

Oggi guardo la mia bambina meravigliosa e mi chiedo come sarebbe stato passare le mie giornate senza vederla mentre io lavoro e lei è all’asilo. Ma non è andata così.

Ho perso il mio lavoro quando è nato il mio piccolo terremoto ed è stato impossibile trovarne un altro, nessuno da lavoro ad una donna figuriamoci ad una che ha appena avuto un bambino. Così le possibilità erano due: o accettavo lavori saltuari mal retribuiti e mandavo la bambina al nido all’occorrenza scombinandole la vita o restavo con lei a casa. Non è stato facile per le nostre finanze ma ho deciso di riemanere con lei almeno per qualche anno, sapendo che poi sarà quasi impossibile reinserirsi nel mercato del lavoro. Così oggi è questo il mio lavoro, faccio la mamma. Ventiquattro ore al giorno in servizio, zero stipendio, etichettata come nullafacente da quelle “in carriera” ma piena di sorrisi, coccole e soddosfazioni nel veder crescere la mia bambina felice e serena. Per il resto direi che sono una “casalinga” piuttosto disastrosa, la casa è un campo di battaglia e non avremmo nemmeno vestiti da mettere se non passasse ogni tanto qualcuno di qui a stirare. Ma sono brava a cucinare e fare dolci e credo che dovrei regalarvi un paio delle mie ricette.

E a proposito di cibo vado a preparare il pranzo alla Margherita che sta piangendo affamata…!

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