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Un uovo e la crisi che avanza

Non so voi ma quest’anno il cioccolato in casa nostra scarseggia (non che io mi metta a piangere per questo). Abbiamo appositamente richiesto ai nonni di non prendere uova alle bimbe ma alla fine nessuno le acquistate nemmeno tra amici e parenti. Sono arrivati tanti bei pacchettini tutti ornati con un bel ovetto Kinder e le bimbe hanno potuto così scartare qualcosa. La scorsa settimana sono andata con molta riluttanza al supermercato a prendere un uovo alle bimbe. All’inizio ero contraria ma poi mi sono immaginata la loro faccia trovandolo al mattino in soggiorno e mi sono decisa. Niente di sfarzoso o famoso… tanto lo sappiamo che quello che preferiscono e l’atto dello scartare. Comunque, ritornando al mio giro uova, sono rimasta a dir poco sconvolta e nauseata… sarà che vivo un po’ fuori dal mondo ma da quando un uovo per bambini costa più di 10 euro?!? Si e no 200 grammi di scarsissimo cioccolato con sorpresa made in china annessa venduti ad un prezzo anche sei volte superiore di quello di una tavoletta di cacao pregiato.

La crisi però ha risolto la questione e molti, visti i pacchetti ricevuti, hanno convenuto che spendere quelle cifre non valeva la pena, meglio un libretto o una maglietta e un piccolo ovetto simbolico. Io stessa a mia nipote ho fatto una crostata piena di cuoricini e con il suo nome sopra, una bella carta trasparente con fiocco colorato ed un ovetto in bella mostra.

Mentre pensavo di aver passato la Pasqua incolume dalle calorie, sta mattina faccio un saltino di fretta al supermercato (sempre lo stesso) per prendere dei kiwi. Avrò speso credo due euro al massimo ma mentre sto riponendo in borsa il portafoglio la cassiera tira fuori dalla magica borsa nascosta sotto la sua postazione un uovo grandicello e lo regala alla bambolina. L’ha preso tutta trionfante con le manine e non riusciva a contenere l’emozione. Uovo e bambina erano alti quasi uguali ma lei imperterrita se lo è portato in macchina da sola e non lo ha mollato nemmeno quando si è addormentata sul seggiolino. L’apertura a casa è stata una festa (se lo scopre sua sorella che era all’asilo…), la sorpresa per fortuna carina.

Insomma persino i negozi sono ridotti a regalarti le uova e se mettiamo da parte l’emozione di una bimba, non ci restano che l’amarezza per una crisi che non si ferma nemmeno davanti al cibo e 6 euro in tasca (quelli che avrei speso per l’uovo)!

Come risparmiare… anche parecchio (parte 2)

Come promesso eccomi  a scrivere la seconda parte di questa mia breve parentesi di economia domestica (tranquille poi torno ai miei “lavori”), per parlarvi di risparmio al femminile. Negli ultimi tempi, ma proprio ultimissimi, due rivoluzioni hanno decisamente cambiato delle abitudini decennali… l’altra volta parlavo dei costi di cerette e assorbenti… ecco qui la mia soluzione.

Partiamo dalla vera rivoluzione ecologica al femminile: le coppette mestruali. Forse sarò la millesima a parlarne ma questo non fa che confermare il fatto che si tratta veramente di un oggetto che cambia la vita di noi donne. Il mese scorso ho acquistato Lunette di un bel colore azzurro e col suo sacchettino carinissimo. In commercio esistono tante coppette e per sceglierla mi sono affidata al forum La Coppetta Mestruale che confronta misure, stili di vita ed esigenze diverse riportando molto esperienze. A parte la prima volta che mi ha fatto un certo effetto (tipo mal di stomaco), poi è andato tutto bene e nel giro di un solo ciclo ho imparato a posizionarla e usarla al meglio tanto che mi dimenticavo di averla. E’ una soluzione economicissima e super ecologica perchè non ti fa più produrre tutte quelle montagne di rifiuto non riciclabile. Si parla tanto delle tonnellate di pannolini per bambini ma anche le mamme non scherzano. In alternativa ci sono anche gli assorbenti lavabili ma per mia esperienza hanno una durata di vita molto più corta di una coppetta e poi bisogna lavarli a parte, mentre la coppetta basta bollirla a fine ciclo per sterilizzarla e il gioco è fatto. Insomma comoda, economica ed ecologica cosa volete di più?

Ma passiamo al problema due, decisamente più spinoso: la ceretta. Se nemmeno voi siete di origini Finlandesi allora tutti mesi (o qualcuna anche più spesso) vi ritrovate a risolvere il problema della depilazione. Prima andavo regolarmente dall’estetista ma visti i costi esorbitanti, ho pensato di farla in casa… anche la cera però costa per non parlare delle strisce già pronte all’uso, se ci aggiungete poi che si tratta di cera minerale, decisamente dovevo trovare un’alternativa. Vagando nel web ho scoperto una ricetta favolosa per fare la cera in casa; bastano miele, zucchero, un limone e un po’ d’acqua ed ecco arrivare il sistema di depilazione più economico, ecologico e persino dolce che ci possa essere. L’ho scovata sul blog de La Regina del Sapone, Liliana, una vera esperta in cosmetica, saponi e detergenti naturali fai da te, oltre che di ricette e di altre splendide idee. Io sono poco esperta però già la prima prova è andata bene. Ho fatto la cera la sera prima e poi in poco tempo gambe lisce come la seta. Io ho usato delle strisce di carte professionali ma se siete già pratiche Liliana consiglia di farsi le strisce con delle vecchie lenzuola.

Insomma sono solo due ideine ma che quest’anno mi hanno fatto risparmiare un bel po’, e ridurre di molto i rifiuti. Altre eco-idee al femminile? Fatemelo sapere. Buon risparmio!

(Liliana Paoletti ha scritto uno splendido libro Saponi e Detersivi Naturali veramente utile per pulizie e cosmesi a tutta ecologia – trovate più informazioni a riguardo sul suo sito).

Come risparmiare… anche parecchio (parte 1)

Una famiglia di quattro persone con un solo reddito (mamma ha perso il lavoro incinta della prima figlia), che si prende pure il lusso di frequentare una scuola steineriana,  non ha molto da ridere quando si parla di finanze. Ora, siccome il marito con tanto di barba non è ancora esperto nello svaligiare le banche è ovvio che per sfamare tutti siamo invece diventati degli espertissimi artisti da circo, ineguagliabili nei salti mortali. Se come noi vivete lo stesso brivido allora questo articolo non vi deluderà. 

Per iniziare a risparmiare dovete compiere prima una serie di piccole operazioni che io definirei oh my god, nel senso che sarà questa la frase che pronuncerete quando vi renderete conto di quanto ci costano alcune cose, per così dire, vitali. Si, perchè dopo aver rinunciato al superfluo come cene fuori, gite, palestra è possibile ridurre ancora la nostre uscite andando a toccare anche i beni necessari come ad esempio il cibo. Le semplici operazioni da fare sono il calcolo su base annua di quanto vi costa un determinato bene o servizio. Ad esempio noi consumiamo ogni giorno tre vasetti di yogurt. Acquistando una marca media sempre in offerta il tutto mi costa circa 1,05 € al giorno e rullo di tamburi…. sono circa 380 € all’anno…. oh my god…. Ve l’avevo detto che la frase era azzeccata. Vi risparmio un po’ di conti e vi dico che una donna spende circa 60 € di assorbenti, un bimbo 500 € in pannolini (non comprando le super marche), che per risparmiare i 400 € in cerette dall’estetista le facciamo in casa spendendone però comunque un centinaio in strisce pronte all’uso. Il pane… ah… il pane, non so in giro per il paese ma qui il prezzo al chilo si aggira sui 4,50… due chilogrammi a settimana per un anno fanno circa 500 €.

Ormai per noi è diventato un giochino… quando stiamo per comprare qualcosa magari solo un caffè, basta moltiplicare la spesa per un anno intero e lasciamo perdere. Molti si chiederanno a questo punto se per caso non mangiamo che i frutti dell’albero del vicino e beviamo l’acqua dalle pozzanghere. Tranquilli non è così. Ora vi do’ un paio di dritte che magari qualcuno già conosce e utilizza o che a qualcun’altro potrebbero fare comodo.

Non ho fatto esempi casuali ma ho preso in considerazione dei prodotti che hanno un margine di risparmio molto elevato. Lo yogurt, il pane, oltre a dolci, pizze, biscotti e grissini, ve li potete fare da soli a casa. Avevo già scritto altri post sull’autoproduzione ma non mi ero mai soffermata su quanto questa pratica ti possa far risparmiare non solo in termini ecologici ma anche economici. Io faccio il pane utilizzando la macchina e mi costa circa 70 cent al kg; se considero il costo dell’elettrodomestico, con il risparmio che ho ricavato non andando più in panificio, l’ho ammortizzato in circa 6 mesi… e oltre al pane faccio focacce e la pizza che ormai è diventata una consuetudine della domenica sera (se penso alle pizze da asporto che prendevamo regolarmente… quante spese!!!). La produzione di yogurt si è limitata ad alcuni esperimenti, peraltro ben riusciti, diciamo che la inserirò tra i buoni propositi per l’anno nuovo, ma anche questa costa un litro di latte a settimana. Oltre a questo faccio marmellate e conserve e cerco sempre di non acquistare prodotti lavorati ma solo materie prime per farmeli in casa. Fate un po’ di conti e ditemi  se trovate altri alimenti che si possono realizzare in casa. Un altro consiglio che vi posso dare è aderire ad un Gruppo di Acquisto Solidale. Ve ne ho già parlato qui e ve lo ricordo perchè è un’azione molto utile per risparmiare, non inquinare e fare comunità. Alla prossima con consigli risparmiosi per questioni femminili.

Se il mondo cambia

Quando va tutto bene diamo per scontato ciò che non lo è. Il week-end è finito portandosi via il bel tempo, le belle speranze e le vite di qualcuno. Sta volta non è capitato lontano, non erano gli altri, è stato il nostro Paese ad essere colpito. Non sono superstiziosa e non mi metterò a cercare corrispondenze nel calendario Maya, ma che siamo di fronte ad un enorme cambiamento non lo si può negare. E’ arrivata la crisi (non da sola su un treno in ritardo, ma accompagnata e coccolata da chi ce l’ha creata sotto i piedi), ma la crisi non è il panico, non è la negatività, è solo una separazione, una rottura con ciò che c’era prima e che ora non va più, è una scelta che ci troviamo obbligati a fare. Non abbiamo deciso noi da soli di arrivare fino a questo punto ma possiamo decidere come andare avanti. Tutte le nostre giornate sono piene di crisi e noi scegliamo e modifichiamo la nostra vita a partire da esse.

Anch’io ho deciso di scegliere, ho scelto il downshifting, ho scelto di tornare al mondo che c’era prima che gli altri ci dicessero come dovrebbe essere. Riprendiamoci la nostra vita, il nostro pianeta, il nostro equilibrio.

Quando finiscono le code…

… e i portafogli si riempiono di carta. In parole povere… effetti della crisi. Nessuno ha notato che negli ultimi periodi non si fa più la coda in nessun posto? La gente sta stringendo la cinghia a causa del brutto periodo che tutti stiamo vivendo e di conseguenza i negozi si sono svuotati. Non mi era mai capitato in tutta la mia vita. Al supermercato nelle ora cruciali, dove prima stavi venti minuti almeno in fila alla cassa, ora c’è il deserto. Avete presente il banco di salumi e formaggi con quella ressa che pur di evitarla siete diventate vegane? Il Sahara. Sono stata un paio di volte dal dentista (ahi!), neanche il tempo di togliermi la giacca ed ero già sulla poltrona del dottore con tanto di assistente che mi teneva in braccio la bambina per distrarla durante la mia visita. Come tutte quelle che girano con figli al seguito mi trovo sempre ad uscire di casa in anticipo per evitare sorprese dell’ultimo momento… nessun problema sono arrivata in un posto con mezz’ora di anticipo e mi hanno fatta accomodare subito (tanto non c’era nessuno).

Se le code sono sparite e i nostri soldi scarseggiano, in compenso c’è altro che occupa il portafogli… gli scontrini. Mai come ora mi sono resa conto di quanti luoghi ne facevano a meno perchè magari si trattava solo di pochi spiccioli, un caffè, il pane, un kg di mele. E io colpevole come molti non mi accorgevo neanche se questo pezzo di carta mi tornava indietro assieme al resto. Era ora! Anche se devo dire che con gli aumenti di fatturato che si sono sentiti al telegiornale dopo le ispezioni/assalto della GdF sarà meglio cominciare a piantare qualche albero in più. Sia mai che “troppa” onestà peggiori la situazione nella foresta Amazzonica.

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