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Avvento

Sono un po’ le solite frasi, ma anche questa volta siamo arrivati alla fine dell’anno senza nemmeno accorgercene. Ma oltre al freddo e ai panettoni è arrivato per noi il momento della riflessione, dell’introspezione durante l’attesa. Come avevo spiegato lo scorso anno, mi piace far vivere alla mia famiglia queste poche settimane che ci separano dal Natale in modo sobrio, perché la vera Festa deve ancora arrivare. Certo, con i bambini non ci si mette attorno ad un tavolo a riflettere sul significato che questo momento possa avere per noi, ma si può comunque decidere di far vivere loro il tempo dell’attesa, un tempo più buio che ci farà apprezzare maggiormente la Luce che scenderà a Natale.

Non abbiamo ancora la casa piena di addobbi ma al centro del nostro salotto troneggia una bellissima Corona dell’Avvento. L’abbiamo fatta tutti assieme lo scorso fine settimana e per noi segna l’inizia dell’attesa. Ho optato per una corona semplicissima quest’anno, niente fiocchi o decorazioni, solo i rami di un profumatissimo pino argentato e delle candele rosse. Da domenica, tutte le sere fino alla Vigilia, ci ritroviamo attorno alla nostra Corona, accendiamo settimana dopo settimana le quattro candele e leggiamo un racconto tratto dallo splendido libro La luce della lanterna di Georg Dreissig, consigliatomi dalla nostra maestra. Si tratta di una raccolta di brevi racconti, una sorta di Calendario d’Avvento raccontato. Data l’età della mie bambine proporrò però sempre lo stesso brano per tutte le sere. Poi a letto.

Al mattino le bimbe si alzano piene di entusiasmo e di eccitazione e si dirigono subito verso il Regno, il tavolo delle stagioni, che in questo periodo dell’anno diventa un presepe. Ed anche qui l’attesa la fa da padrona. Niente presepe bello e pronto ma ogni giorno vediamo comparire sul telo blu che lo ricopre qualcosa di nuovo. E in questa prima settimana solo elementi del mondo minerale. Alcuni semplici sassi, un cristallo, una bella ametista viola, un sentiero che presto qualche personaggio percorrerà. E sopra a tutto l’angelo, quello blu, quello del silenzio che cerchiamo di fare nostro in queste buie giornate.

Luce

E’ passato anche il giorno di Santa Lucia, una giornata decisamente buia ma colma di calore. Buia ma non la più buia come enuncia il detto. In realtà la credenza che sia il giorno più corto dell’anno nasce dal fatto che un tempo la Santa veniva festeggiata in corrispondenza del solstizio d’inverno, una decina di giorni dopo, la giornata dell’anno in cui effettivamente c’è meno luce in tutto l’anno. Poi la data è stata cambiata ma la tradizione no.

Santa Lucia, il giorno più corto che ci sia.

 A casa è arrivato un regalo bellissimo da parte della tata. I bambini a scuola hanno realizzato delle bellissime candele con la cera d’api e se chiedete a mia figlia di spiegarvi come a fatto ti dice “Così”, e fa il gesto di immergere lo stoppino nella pentola della cera e di tirarlo su velocemente “E poi ci si mette in fila”. Far fare le candele ad un gruppo di bimbi è la migliore attività per la loro età. E’ contraddistinta da due pilastri fondamentali per la crescita nel primo settennio: calore e ritmo. Il calore della cera e il ritmo dei gesti e dello stare in fila. Io immergo la mia candela nella pentola e poi mi rimetto in fila. Il tempo che arrivi di nuovo il mio turno e la candela è asciutta e pronta per essere immersa di nuovo. Così, strato dopo strato, fila dopo fila. Le maestre sostengono sia l’attività che i bambini adorano maggiormente durante l’anno e riesce sempre molto bene. La Margherita non vede l’ora sia Natale per poterla accendere e anch’io sono in trepida attesa di sentire il suo profumo.

L’Avvento in casa procede come desideravo, niente luci e suoni, non abbiamo ancora addobbato l’albero (e nemmeno lo abbiamo tirato fuori dalla mini soffitta), il presepe, sul tavolo delle stagioni, sta pian piano prendendo forma, per ora solo minerali e vegetali, oltre ai due primi splendidi angeli dell’Avvento.

Vi mandiamo un po’ del nostro calore!

San Martino

San Martino, san Martino, san Martino va, tra la pioggia e il vento, il suo cavallo va forte e contento. Martino con coraggio va, ed il suo mantello caldo gli dà.

Lì vicino, sulla neve, un vecchietto c’è, quasi nudo egli è, e dice al santo con voce di pianto. Aiutatemi, io bisogno ho, altimenti per il freddo gelerò.

San Martino, san Martino, san Martino il suo cavallo fermò e presso il vecchietto sì arrestò. Lucente spada nel pugno afferrò, e il suo mantello in due parti tagliò.

San Martino, san Martino, il vecchietto col suo mantello coprì, così il poveretto caldo sentì. Col cuore contento voleva ringraziar, ma san Martino umilmente riprese a cavalcar.

Dedicata alla mia bambina che in questi giorni ha riscaldato la nostra casa con i suoi e la luce della sua lanterna. Buon san Martino a tutti voi!

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