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Emozioni passate

(Ripubblico un post vecchio di due anni che ho dovuto eliminare per problemi di spam… è un bel ricordo e lo faccio volentieri!)

Sento un sonaglino suonare come fosse un campanello e la tata che dice alla bambolina che è ora di andare a casa. Sento cantare nuove bellissime canzoni. Sento racconti diversi, ho fatto il pane piccolo piccolo, ho dato la merenda allo scoiattolo, ho mangiato le mandorle. Percepisco una bambina serena, vivo una bambina che alle sette e mezza di sera chiede di andare a letto e alle sette del mattino si alza felice senza dover essere richiamata più volte.

E’ iniziata la scuola è la nostra avventura non poteva cominciare in un modo migliore. L’inserimento della tata è durato solo tre giorni, mentre i bambini piangevano per entrare lei era arrabbiata perchè doveva uscire prima. Il primo giorno è rimasta più di un’ora, poi fino alle undici, undici e mezza ed oggi la cuoca ha preparato il pranzo anche per lei. Mamma, io ho mangiato con i bambini. Molta soddisfatta e molto stanca.

L’autunno appena arrivato ci ritrova entusiasti, carichi di energia e di aspettative positive. Anche per la mamma che ha già cominciato a darsi da fare a scuola con un bel lavoro manuale che vi presenterò nei prossimi giorni. Buon autunno a tutti!

Pance, nascite e quello che ci sta in mezzo

Mattina, primi giorni di vacanza, io lavoro al pc, giochi sparsi per tutta la casa. E poi accade. Troppo silenzio, desertico, una scena alla Sergio Leone. Arriva lei con il suo metro e un centimetro… Maaaamma! Ma come escono i bambini dalla pancia … Con la freddezza di un marine rispondo… Chi vuole un gelato?!

Qualche giorno fa riflettevo su quello che la Tata assorbe dai suoi compagni di asilo. Per quanto noi li educhiamo in un certo modo e diamo loro il nostro esempio i figli, ovviamente, imparano (troppo?) da amichetti e co. Spesso mi lamento se lei ripete frasi o discorsi che io trovo inadatti ad una quattrenne, se le viene proposto ciò che io non ho scelto per lei. Poi l’illuminazione. Ho capito che la cosa poteva accadere al contrario. Sebbene io creda di fare il bene delle mie bimbe probabilmente anch’io propongo modelli che altri genitori non condividono.

Cosa hanno in comune questi due discorsi?!? A discapito del panico iniziale rispondere a mia figlia sarebbe stato molto semplice. Credo che dire a un bimbo la verità sia sempre la cosa migliore. Non servono grosse spiegazioni e un semplice Escono dalla patatina avrebbe pienamente soddisfatto la sua curiosità. Considero la nascita un magico evento naturale, come la gravidanza, la morte, la nudità. La Tata ha visto crescere la pancia con la sorella dentro, l’ha tenuta in braccio che aveva poche ore di vita, mi sembra normale che si sia domandata cosa sia successo tra i due eventi. So però che non tutti la pensano come me e che molti genitori, se mia figlia avesse poi raccontato la cosa a scuola, non avrebbero gradito. Ciò che diciamo o facciamo senza nemmeno pensarci finisce sempre col fare molta strada. La mia risposta non credo avrebbe danneggiato nessuno in questo caso, ma spesso quando non poniamo attenzione a ciò che diamo dovremmo essere consci che non facciamo del male “solo” ai nostri figli ma anche a quelli degli altri. Un po’ di sana collaborazione aiuterebbe tutti.

Ripensandoci poi mi è andata bene. Avrebbe sempre potuto chiedermi come i bimbi nella pancia facciano ad entrare!!!

Normalità

Le mie bambine allattano le loro bambole che fanno pipì nei pannolini lavabili. La Tata lava un bavaglino e lo strizza sulle piante per non sprecare l’acqua. E’ ghiotta di uvetta e al mattino esordisce con “Grazie mamma, hai fatto la torta buonissima!”. Sa gettare le immondizie con naturalezza: la carta nel giallo, la plastica nel blu. Canta, canzoni di fiori, farfalle e leprotti e le insegna alla sorella. Il triciclo e il monopattino si devono fermare per fare rifornimento di… metano. Sanno che frutti e fiori nascono dai semi perchè li hanno piantati. Il più bel regalo che puoi fare loro è un pezzetto di impasto che alla sera ritrovo sul tavolo con un colorito un po’ scuro ma morbido ed elastico perchè lavorato con amore e determinazione. Non comprendono il senso della cattiveria, il perchè a un “Posso giocare con voi?” al parco giochi c’è chi risponde “NO”, ma la Tata fa spallucce e torna a correre per conto suo più perplessa che dispiaciuta. E non comprende nemmeno perchè qualcuno mangi le mucche o perchè per strada circolino camion di pulcini. Crede che i giocattoli li facciano le mamme e che i nanetti passino di tanto in tanto in questa casa.

Questa è la loro normalità, quella lontana dal biberon, dalla plastica, dagli omogeneizzati, le merendine, le Barbie, la televisione, l’inquinamento. A noi piace così!

Un grembiule per una piccola artista

Torno alle mie creazioni! A due mesi dall’inizio della scuola ho finalmente terminato il grembiulino da pittura per la mia tata. Lo stampo è quello classico dei grembiuli colorati che usano tutti i giorni alla scuola steineriana, ma è di colore bianco pronto ad accogliere le macchie colorate che la mia piccola artista gli vorrà donare. Un piccolo vezzo: le tasche colorate. Volevo dargli un po’ di vita da subito così ho pensato ad un tessuto vivace e la destinataria ha ben scelto (in modo guidato!) questa bella fantasia di gufetti colorati che le terranno anche un po’ di compagnia.

Questa mattina è andata a scuola tutta orgogliosa del suo nuovo grembiule e anche un po’ perchè a farglielo è stata la sua mamma (lacrimuccia di commozione). E’ stata anche questa una grande soddisfazione considerato che non so assolutamente cucire con la macchina, è non è andata tanto male (le rifiniture interne per fortuna sono appunto… interne!).

Più cose realizzo sia oggetti, che cibi, più mi vien voglia di farne altri e di produrre da me ciò che ci serve. Ormai entro nei negozi solo per passeggiare quando piove, guardo un prodotto e poi mi dico… ma dai che lo riesco a fare anch’io… più sano e anche personalizzato. Io sarei una intellettuale, liceo classico, laurea in sociologia, lettrice accanita ma tutto questo mi ha portato a desiderare maggiormente di sporcarmi le mani, di fare. Ne parlava la maestra all’ultimo incontro, i bambini non vedono più gli adulti usare le mani, e da chi allora dovrebbero prendere esempio? La concentrazione, il movimento delle dita, allenano il nostro cervello molto più di un testo scritto. E che questo grembiule sia un bel punto di partenza per la realizzazione dei suoi lavori.

San Martino

San Martino, san Martino, san Martino va, tra la pioggia e il vento, il suo cavallo va forte e contento. Martino con coraggio va, ed il suo mantello caldo gli dà.

Lì vicino, sulla neve, un vecchietto c’è, quasi nudo egli è, e dice al santo con voce di pianto. Aiutatemi, io bisogno ho, altimenti per il freddo gelerò.

San Martino, san Martino, san Martino il suo cavallo fermò e presso il vecchietto sì arrestò. Lucente spada nel pugno afferrò, e il suo mantello in due parti tagliò.

San Martino, san Martino, il vecchietto col suo mantello coprì, così il poveretto caldo sentì. Col cuore contento voleva ringraziar, ma san Martino umilmente riprese a cavalcar.

Dedicata alla mia bambina che in questi giorni ha riscaldato la nostra casa con i suoi e la luce della sua lanterna. Buon san Martino a tutti voi!

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