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#Sana2013 #Veganfest

Perfetto! La nostra estate non poteva finire in un modo più perfetto. Nonostante lo scetticismo iniziale di far fare tutti quei km in giornata alle bambine e di passare ore a camminare tra gli stand, abbiamo tentato la sorte e siamo andati a Bologna al Sana, il salone internazionale del biologico e naturale. E abbiamo fatto bene!

Per una famiglia come la nostra, molto attenta a tutto ciò che mette nel piatto, perchè convinta che ciò possa fare veramente la differenza per il futuro dei nostri figli e di tutto il pianeta, questo evento è una specie di paradiso. Cinque padiglioni, migliaia di metri quadri di prodotti biologici e naturali: cibo, libri, salute. Abbiamo potuto toccare con mano (e col palato) dei prodotti strepitosi, abbiamo visto le facce di chi produce quello che già acquistiamo, abbiamo preso spunti per ricette, idee e  progetti futuri.

All’interno della fiera un ampio spazio è dedicato al VeganFest con stand di prodotti Cruelty Free, materiali informativi di associazioni animaliste e un vasto programma culturale. Siamo riusciti a seguire un interessantissimo quanto ahimè triste intervento della LAV, scoprire il lato veg e naturale della bellissima e simpaticissima Claudia Zanella ed emozionarci (soprattutto io!) ascoltando Paola Maugeri, che da un po’ di tempo è diventata una delle mie fonti di ispirazione per vivere in modo sostenibile, veg, e felice… e per imparare a prendermi un po’ più cura di me stessa! La dedica sul suo libro è stata la ciliegina sulla torta di una giornata stupenda.

La manifestazione è aperta ancora oggi e domani, per chi la volesse visitare, presso la Fiera di Bologna. Tutte le informazioni logistiche le potete trovare direttamente sul sito.

Che dire di più? Siamo tornati a casa entusiasti tutti e quattro, una bella ricarica prima di ricominciare l’anno scolastico, e tornare alla nostra piacevole e rassicurante routine invernale scandita da ritmi a noi più congeniali, ma con un nuovo germogliatore e mille idee per ritentare le nostre coltivazioni sul balcone, e un po’ più di forza per continuare a vivere la nostra scelta green.

Talmente ovvio

… che bisogna avere la pelle blu e vivere in una galassia dispersa nell’universo per potersi permettere il lusso di dire Voglio bene al mio pianeta, è la mia aria, la mia essenza e vivo in simbiosi con esso! 

Cinematograficamente arrivo tardino, ma ultimamente le visite al cinema scarseggiano come i bikini al polo sud, ma dopo questa visione mille pensieri mi hanno affollato la testa. Finalmente ho avuto il tempo di noleggiarmi un film e guardarmelo in santa pace: Avatar. Ecco spiegata la faccenda degli uomini blu. La storia ok non è esattamente innovativa: ci sono i cattivi, i buoni, lui da una parte, lei dall’altra, si innamorano, lei si sente ingannata ma poi capisce e insieme salvano il pianeta. Bel finale, bella coppia (bello lui anche in versione puffica) ma bello soprattutto un particolare: il rapporto tra natura ed esseri umani (o Na’vi in questo caso). Una gratitudine sacrale, un rispetto puro nei confronti di ciò che ci permette di vivere. Però mai che questi argomenti vengano trattati all’interno della nostra galassia. Ci voleva il filmone da incassi record, con alieni annessi.

Non va di moda voler bene al pianeta Terra se non in modo superficiale. I soliti discorsi sulla raccolta differenziata e i pannelli solari, si ok va bene, ma quasi mai mi sono imbattuta in un sentimento di gratitudine per il pianeta che ci ospita e ci nutre.

Io amo la terra, amo il contatto con essa, amo i suoi abitanti, sono esseri viventi e vanno rispettati. La amo perchè ogni giorno mi nutre coi suoi frutti, mi offre paesaggi stupendi, aria da respirare, erba su cui camminare. IO AMO LA TERRA!

Mamma (quasi) green

Sono anch’io un mamma (quasi) green. Se volete leggere la mia intervista su BabyGreen cliccate qui! Buona ecologia a tutti!

Come risparmiare… anche parecchio (parte 2)

Come promesso eccomi  a scrivere la seconda parte di questa mia breve parentesi di economia domestica (tranquille poi torno ai miei “lavori”), per parlarvi di risparmio al femminile. Negli ultimi tempi, ma proprio ultimissimi, due rivoluzioni hanno decisamente cambiato delle abitudini decennali… l’altra volta parlavo dei costi di cerette e assorbenti… ecco qui la mia soluzione.

Partiamo dalla vera rivoluzione ecologica al femminile: le coppette mestruali. Forse sarò la millesima a parlarne ma questo non fa che confermare il fatto che si tratta veramente di un oggetto che cambia la vita di noi donne. Il mese scorso ho acquistato Lunette di un bel colore azzurro e col suo sacchettino carinissimo. In commercio esistono tante coppette e per sceglierla mi sono affidata al forum La Coppetta Mestruale che confronta misure, stili di vita ed esigenze diverse riportando molto esperienze. A parte la prima volta che mi ha fatto un certo effetto (tipo mal di stomaco), poi è andato tutto bene e nel giro di un solo ciclo ho imparato a posizionarla e usarla al meglio tanto che mi dimenticavo di averla. E’ una soluzione economicissima e super ecologica perchè non ti fa più produrre tutte quelle montagne di rifiuto non riciclabile. Si parla tanto delle tonnellate di pannolini per bambini ma anche le mamme non scherzano. In alternativa ci sono anche gli assorbenti lavabili ma per mia esperienza hanno una durata di vita molto più corta di una coppetta e poi bisogna lavarli a parte, mentre la coppetta basta bollirla a fine ciclo per sterilizzarla e il gioco è fatto. Insomma comoda, economica ed ecologica cosa volete di più?

Ma passiamo al problema due, decisamente più spinoso: la ceretta. Se nemmeno voi siete di origini Finlandesi allora tutti mesi (o qualcuna anche più spesso) vi ritrovate a risolvere il problema della depilazione. Prima andavo regolarmente dall’estetista ma visti i costi esorbitanti, ho pensato di farla in casa… anche la cera però costa per non parlare delle strisce già pronte all’uso, se ci aggiungete poi che si tratta di cera minerale, decisamente dovevo trovare un’alternativa. Vagando nel web ho scoperto una ricetta favolosa per fare la cera in casa; bastano miele, zucchero, un limone e un po’ d’acqua ed ecco arrivare il sistema di depilazione più economico, ecologico e persino dolce che ci possa essere. L’ho scovata sul blog de La Regina del Sapone, Liliana, una vera esperta in cosmetica, saponi e detergenti naturali fai da te, oltre che di ricette e di altre splendide idee. Io sono poco esperta però già la prima prova è andata bene. Ho fatto la cera la sera prima e poi in poco tempo gambe lisce come la seta. Io ho usato delle strisce di carte professionali ma se siete già pratiche Liliana consiglia di farsi le strisce con delle vecchie lenzuola.

Insomma sono solo due ideine ma che quest’anno mi hanno fatto risparmiare un bel po’, e ridurre di molto i rifiuti. Altre eco-idee al femminile? Fatemelo sapere. Buon risparmio!

(Liliana Paoletti ha scritto uno splendido libro Saponi e Detersivi Naturali veramente utile per pulizie e cosmesi a tutta ecologia – trovate più informazioni a riguardo sul suo sito).

Piccola coltivatrice cresce

Perlomeno quelle esterne. Oggi ho deciso che il brutto tempo non avrebbe avuto la meglio sui miei programmi da agricoltore e nonostante la pioggia con la complicità della tenda da sole (so che non dovrei usarla come ombrello) ho finalmente iniziato a piantare un po’ di verdure. Inutile dire che sono già super entusiasta per i miei soli primi tre contenitori.

Ai pomodori, di due tipi diversi (ciliegini e montecarlo), ho riservato due grandi vasi in plastica mettendo in ognuno quattro piantine. Splendidi! Alla base ho dovuto mettere una rete per dissuadere la gatta dal fare eventuali scavi archeologici. In futuro bisognerà trovare un bel metodo pratico per legarli man mano che crescono.

Per i cetrioli invece un vaso decisamente alternativo. Cassetta di legno…..

… e borsetta per la spesa, una di quelle riutilizzabili che vendono o regalano nei supermercati, quelle che ci riempiono la casa perchè ogni volta che andiamo a fare la spesa ce la dimentichiamo e ne prendiamo un’altra perchè ci dispiace prenderne una che non si riutilizza o addirittura uno di quei sacchetti compostabili, tanto ecologici quanto fragili (basta la scatola dei cereali o una confezione di yogurt per romperli!).

Per quel che riguarda il terreno, sul fondo di borse e vasi o messo qualche centimetro di argilla espansa per il drenaggio e poi il solito terriccio universale.

Prossimo appuntamento, fagiolini, insalata ed erba cipollina.

La piccola coltivatrice

Non si tratta della tata o della bambolina ma di me! Quest’anno finalmente dopo anni di tentativi falliti  causa gravidanze e parti vari, ho deciso di farmi un bellissimo (??) orto sul balcone! Evviva!!!!! In tanti già lo faranno e diranno “Che novità”, ma per me è un grande progetto che mi vedrà impegnata nelle prossime settimane! Mi sono procurata vasi, terra, argilla, concime, ho preso già le prime piantine (che se smettesse di piovere potrei già trapiantare), ma anche cassette di legno, reti e bastoni di “recupero” per vasi e colture alternative. In programma ci sono pomodori di due tipi, cetrioli, insalatina, fagiolini, fragole, lamponi, erba cipollina, più avanti peperoni, e se organizzo lo spazio persino zucchine e zucche!!! Progettino ambizioso ma ho una terrazza di 40 metri quadri da sfruttare e non avendo un giardino mi pareva una bella cosa.

La tata ne è entusiasta. Le fragole sono già sistemate e ogni giorno guarda dalla finestra e mi chiede “Dove sono le fragole?”. Così impara a pazientare, ad apprezzare le cose fatte da sé e magari a mangiare qualche verdura in più!

Devo trovare lo spazio anche per il basilico. Così faccio il pesto! Peccato non poter piantare alberi da frutto… sai che marmellate! Speriamo la Pasqua porti il bel tempo così potrò continuare i miei lavori, scattare le foto, mostrarle…. veder crescere tutto!

P.S. Per gli alberi da frutto, non è che qualcuno ci ha provato a farli crescere con soddisfazione in un terrazzo? Sarebbe interessante.

Shopping verde e solidale: il G.A.S. che non inquina

Dopo la mia visita quotidiana da Michela, mi sento particolarmente ispirata a parlare di un argomento che avevo in serbo da un pochino.

Da un paio di anni noi facciamo parte di un G.A.S., Gruppo di Acquisto Solidale. Per chi non li conoscesse i GAS sono gruppi di famiglie che si uniscono per acquistare in modo critico alcuni prodotti direttamente dai produttori andando così ad abbattere in modo sensibile il prezzo dei beni. Come cita l’homepage della Rete Nazionale di collegamento dei G.A.S.Gruppi di Acquisto Solidali nascono da una riflessione sulla necessità di un cambiamento profondo del nostro stile di vita. Come tutte le esperienze di consumo critico, anche questa vuole immettere una «domanda di eticità» nel mercato, per indirizzarlo verso un’economia che metta al centro le persone e le relazioni…” . I prodotti quindi che un gruppo decide di acquistare devono rispondere ad alcuni criteri. Devono essere biologici, ecologici, a km zero, provenire da aziende che operano in modo serio e responsabile. Ad esempio noi prendiamo la frutta e la verdura da una cooperativa che pratica l’agricoltura biologica, che da lavoro a persone svantaggiate e che opera a pochi minuti da casa nostra. Detersivi ecologici sia per la casa che per la persona, pasta, riso, farina, latticini, carni (per chi le mangia) tutti bio e prodotti in zona.

Questo sistema non permette solamente di risparmiare monete (in virtù delle grandi quantità e dell’assenza di intermediari), ma crea uno stile di vita attento ai più grandi problemi sociali. Chilometri zero significa aiutare le aziende di casa nostra ma anche evitare enormi via vai di camion che consumano tonnellate di carburante. Ecologico vuol dire dare una mano all’ambiente e a noi stessi che respiriamo detersivi e ci laviamo con detergenti non nocivi al nostro organismo. Biologico per me significa tornare al ciclo naturale delle cose, non solo assenza di pesticidi e altre schifezze, ma verdura solo di stagione e del luogo, mele di misure diverse e non giganti, misurate col calibro e lucidate con la paraffina.

L’aspetto che amo di più dei G.A.S. è la socializzazione. Tutte le settimane ci si ritrova in piazza tutti assieme per ritirare la merce, alle riunioni si discute dei prodotti e dei nostri stili di vita ma si ride e si scherza davanti ad una fetta di dolce o ad un buon vino (anche questo bio!!!). Tutti gli anni ci ritroviamo assieme a condividere un cena meravigliosa di cui parlerò più avanti. Insomma lo trovo un bel modo di vivere, responsabile, critico e ad alta socializzazione.

(Non dover andare di continuo al supermercato è decisamente un sollievo).

Aprire gli occhi!

Si sa, quando arrivano i bambini molte di noi iniziano a riflettere su temi come ecologia o biologico, perchè ci rendiamo conto che mai vorremo esporre i nostri piccoli  a tutte le schifezze che negli ultimi anni mangiamo e respiriamo. Nelle ultime settimane ho iniziato a leggere un nuovo blog di Michela, una mamma molto sensibile a ciò che riguarda la naturalità delle cose. Si tratta di A casa con la mamma, un blog che mi ha dato molto da riflettere soprattutto su quello che metto ogni giorno nel piatto.

Fra un paio di mesi inizierò lo svezzamento di Camilla e vorrei trovare il modo migliore per alimentarla facendola crescere sana e felice. Margherita sta crescendo con una dieta varia, frutta, verdura, legumi, cereali esclusivamente bio come pure i latticini e le uova, ma il mio “tormento” per così dire, sono il pesce e soprattutto la carne.

Ho sempre considerato i vegetariani come persone particolarmente sensibili alla vita degli animali, ma la consideravo una scelta “esotica” perchè in fondo siamo onnovori e se il buon Dio ci ha dato a disposizione la carne per poterla mangiare non c’era nulla di male. E forse se uno si ferma ad un pensiero superficiale il mio ragionamento non era da considerarsi così sbagliato. Ma quando ho scoperto di essere limitata sull’argomento e di avere decisamente torto, tutto il mio sistema alimentare/famigliare ha subito uno scossone, per non dire un vero e proprio terremoto. Non avevo mai visto il problema in termini di impronta ecologica, equità sociale e salute. Non sapevo che ci volessero circa sedici chilogrammi di soia per avere una bistecca di manzo, e quanta acqua, terre da coltivare per produrre mangimi col risultato di contribuire in modo pesante a portare la fame in intere aree del mondo e di disboscare patrimoni naturali.

Non ho mai mangiato molta carne, anzi giusto mio marito mi faceva notare che la cucino poco circa una volta la settimana, arriviamo a due solo se prendo del prosciutto cotto. Non parliamo del pesce poi che preparo, se mi ricordo di comprarlo, due volte al mese. Non mangio formaggi e non posso bere latte vaccino, giusto qualche yogurt. Insomma senza rendermene conto il mio stesso organismo mi ha dato un segnale, non facendomi sentire la necessità di prendere quei prodotti. Così ora sono alla ricerca di un modo sano per svezzare le mia bambolina ma anche per sfamare il resto della squadra. Spero che chi ci è già passata possa darmi qualche consiglio.

Le lezioni continuano

Mi ero un po’ distratta e stavo trascurando una delle cose che mi sta più a cuore: l’ecologia e le  mie “lezioni” di lavaggio. Oggi vi parlo di asciugamani e lenzuola da lavare in lavatrice senza alcun detersivo. Io metto tre cucchiai di bicarbonato di sodio (quello da pochi centesimi del supermercato) nella vaschetta del detersivo con un misurino di percarbonato di sodio e 100 ml di acido citrico in soluzione al 10% (100 gr per un litro di acqua) nella vaschetta dell’ammorbidente assieme a 4-5 gocce di olio essenziale. Io ho provato arancio amaro 0 lavanda e il risultato è ottimo, ma ognuno puo’ scegliere quello che più gli piace. La temperatura del lavaggio è di 50-60 gradi. Ci tengo a specificare che non si tratta di esperimenti casuali ma di metodi che io uso da tempo. Se dovessi parlare di qualcosa che non ho provato direttamente (come per la tabs della lavastoviglie) lo specifico sempre e indico eventuali link di riferimento. E a proposito di pulizie oggi devo assolutamente proseguire il mio super riordino della casa occupandomi della nostra camera da letto perchè con tutti quei vestiti in giro ormai non sappiamo più dove andare a dormire. Mi chiedo se riuscirò mai ad avere una bella casa organizzata… a volte sembra una mission impossible che però dovrò portare a termine in un modo o nell’altro. Una casa pulita, ordinata ma vissuta e piena di ricordi.

Lavaggi… lavaggi

Devo assolutamente continuare le mie lezioni di sui detersivi. Oggi ho in serbo per voi una cosa veramente super. Girovagando per il web ho trovato una super ricetta per creare delle tabs per lavastoviglie. Ecco cosa vi serve per realizzarle:

300 gr di bicarbonato di sodio
acqua demineralizzata
1-2 cucchiai di sapone liquido di Marsiglia o di Aleppo
15-20 gocce di olio essenziale di arancio dolce (o qualsiasi altro a piacere)
stampi per il ghiaccio in silicone

Ed ecco qui il procedimento come è stato descritto in questo bel blog http://www.4blog.info/casaorganizzata/. ”Devi mescolare il bicarbonato con gli altri ingredienti ed aggiungere acqua mineralizzata quando basta a rendere leggermente fluido il composto, il minimo indispensabile per poterlo mescolare bene bene (ma proprio benissimo, perché è importante che tutti gli ingredienti siano amalgamati perfettamente). Dopo aver fatto la miscela ti basta colarla con il cucchiaio negli stampini di silicone e lasciare asciugare all’aria finché le pastiglie non sono completamente secche. A questo punto puoi tirarle fuori facendo pressione sul fondo e conservarle in una barattolo di vetro o di plastica, al riparo dall’umidità.” Io oggi devo procurarmi il sapone di marsiglia liquido e poi vi diro’ come è andata.

Nel frattempo qui continua a piovere e io e la mia bimba siamo un po’ recluse in casa. Speriamo che il tempo migliori così possiamo andare a giocare con le foglie gialle e marroni cadute dagli alberi e magari andare a mangiarci qualche castagna. Adoro l’autunno… lo so… lo già detto!

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